I tumori genitourinari rappresentano una quota rilevante di tutte le neoplasie registrate nel nostro Paese e poiché interessano diversi organi, presentano caratteristiche cliniche e possibilità di cura differenti.
DATI EPIDEMIOLOGICI
Nel 2024, in Italia, sono state registrate 86.550 nuove diagnosi totali (sommando le 4 tipologie).
Il cancro della prostata è il tumore più frequente nella popolazione maschile italiana. Fra tutti i tumori genitourinari, è quello per cui la familiarità rappresenta un fattore di rischio. Nelle fasi iniziali spesso non provoca segni o sintomi specifici e, in molti casi, viene individuato durante accertamenti eseguiti per disturbi urinari legati all’iperplasia prostatica benigna. Il dosaggio del PSA può essere uno strumento utile per arrivare alla diagnosi, ma deve essere interpretato dal medico all’interno di una valutazione personalizzata per decidere se proseguire con visita urologica e ulteriori esami di approfondimento.
Quello al testicolo è considerato una forma di cancro “giovanile”, perché colpisce soprattutto adolescenti e giovani adulti. È una malattia curabile nella grande maggioranza dei casi, soprattutto se diagnosticata precocemente, ma può avere un impatto importante sulla fertilità e sulla qualità di vita. Per questo è utile prestare attenzione a eventuali modificazioni di volume, consistenza o forma del testicolo e rivolgersi allo specialista urologo in caso di dubbi.
Il carcinoma renale è una neoplasia che ha picco di insorgenza fra i 50 e i 70 anni e si manifesta maggiormente nella popolazione maschile. Sono stati identificati diversi fattori di rischio, legati sia agli stili di vita, come fumo, sovrappeso e obesità, sia a condizioni croniche, tra cui ipertensione arteriosa e diabete, oltre che alcune malattie renali croniche e la familiarità. Molti tumori del rene vengono oggi scoperti occasionalmente, durante esami eseguiti per altri motivi.
Nel tumore della vescica il principale sintomo è l’ematuria, cioè la presenza di sangue nelle urine. Il persistere o il ripetersi di questo fenomeno è un campanello d’allarme che non deve essere sottovalutato, anche quando non è associato a dolore. Questa attenzione è particolarmente importante negli uomini considerati più a rischio, come gli over 50 e i fumatori.
Le neoplasie urologiche possono oggi essere affrontate con diverse terapie efficaci. Accanto a chirurgia, radio terapia e chemioterapia, negli ultimi anni si sono affermate l’immunoterapia e le terapie mirate, che hanno ampliato le possibilità di trattamento in molte fasi di malattia.
Fondamentale resta la prevenzione, sia primaria sia secondaria: adottare corretti stili di vita, non fumare, mantenere un peso adeguato e praticare attività fisica regolare sono comportamenti importanti. Altrettanto importanti sono i controlli medici e le visite specialistiche, che permettono una diagnosi precoce e una presa in carico tempestiva.