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Modelli di sanità pubblica: screening oncologici

Ultimo aggiornamento:
23 Settembre 2026

Tempo di lettura:
4 minuti

Di: ANNAROSA DEL MISTRO, RENATO FASOLI, VERONICA GIRARDI

Immagine di copertina del vademecum

Modelli di sanità pubblica: screening oncologici

La prevenzione oncologica secondaria ha l’obiettivo di individuare  le lesioni preneoplastiche o i tumori in uno stadio precoce, in soggetti che non presentano sintomi evidenti. Questo permette di  prevenire lo sviluppo del tumore o di trattarlo nelle fasi iniziali, e  riduce la mortalità.

Gli screening oncologici sono inclusi nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA, prestazioni garantite gratuitamente): il SSN prende in  carico tutto il percorso diagnostico-terapeutico. 

In Italia sono attivi tre programmi di screening oncologico per la  prevenzione di: 

  • tumore della mammella; 
  • tumore della cervice uterina; 
  • tumore del colon-retto.  

Sono organizzati a livello nazionale e coordinati a livello regionale  e sono molto efficaci, ma l’adesione della popolazione è ancora  molto disomogenea tra le Regioni. I protocolli sono basati sull’evidenza scientifica, monitorati per la qualità e costantemente aggiornati per migliorarne l’efficacia e per personalizzarli in base al rischio  individuale di sviluppare il tumore. L’obiettivo è rendere gli screening oncologici sempre più accessibili e sostenibili, ed equi sia a  livello individuale che sociale. 

Inoltre, screening oncologici per il tumore del polmone e per il  tumore della prostata sono in fase di attivazione per soggetti ad  alto rischio. 

Proteggi la tua salute partecipando in modo semplice e sicuro  agli screening oncologici, a cui la tua ASL di appartenenza ti  invita attivamente.

A chi è rivolto?   

Alle persone tra 50 e 69 anni; con varianti regionali per estensione  d’età 45 - 74 anni.  

Come funziona lo screening?   

L’invito è personale e indica dove e quando eseguire la mammo grafia. Gli eventuali esami di approfondimento e, se necessario, il  percorso terapeutico sono gratuiti e organizzati dal programma di  screening. 

Che esame viene eseguito?   

Mammografia bilaterale, eseguita secondo i protocolli del pro gramma di screening e con controlli di qualità periodici. 

Cosa succede se l’esito è positivo?   

Se la mammografia mostra un sospetto, la donna viene richiamata  per ulteriori accertamenti, che possono includere altri esami strumentali e, se indicato, il prelievo di un campione dalla mammella (biopsia). 

Cosa succede in caso di rischio elevato?   

In caso di rischio elevato, la donna potrebbe essere indirizzata a un  percorso dedicato di sorveglianza personalizzata, secondo la valutazione del medico e i protocolli previsti.

A chi è rivolto? 

A tutte le donne tra 25 e 64 anni.  

Come funziona lo screening? 

Invito personale con le indicazioni su dove e quando eseguire il  prelievo. 

Per le donne che non aderiscono allo screening, in alcune Regioni  è offerta la possibilità di effettuare il prelievo a casa con un appo sito dispositivo (autoprelievo).

Che test viene eseguito? 

Dipende dall’età e tiene conto della pregressa vaccinazione per  HPV (papillomavirus): 

  • Pap test ogni 3 anni per donne tra 25 e 29 anni non vaccinate
  • test HPV ogni 5 anni per donne tra 30 e 64 anni 
  • donne vaccinate prima dei 15 anni iniziano lo screening  a 30 anni 

Cosa succede se il test risulta positivo? 

La donna potrà essere invitata a fare: 

  • una colposcopia, per visualizzare il collo dell’utero e fare  eventuali prelievi (biopsia), a cui può seguire il trattamento  di eventuali lesioni 
  • un nuovo prelievo a distanza di tempo, secondo i protocolli  in uso 

Quali sono le principali novità? 

  • personalizzazione dei protocolli (integrazione tra vaccinazione  e screening; uso di nuovi biomarcatori in caso di test positivo)
  • vaccinazione gratuita a 25 anni al primo invito allo screening  per donne non vaccinate  
  • estensione dell’autoprelievo per donne non aderenti
  • test HPV ogni 5 anni anche per donne tra 25 e 29 anni non  vaccinate.

A chi è rivolto 

A uomini e donne di età compresa fra 50 e 69 o 74 anni (a seconda  delle regioni). 

Come funziona? 

Invito via lettera con le indicazioni su come ritirare nella più vicina  farmacia il kit per la raccolta del materiale fecale su cui verrà eseguita la ricerca del sangue occulto. Lo stesso kit andrà poi riconsegnato nella stessa farmacia.

Cosa succede se il test è positivo? 

  • se il sangue occulto è presente ma in misura non  significativa, invito a un test analogo a distanza di due anni 
  • se il sangue occulto è presente in misura significativa,  invito presso un centro di endoscopia vicino a effettuare  una colonscopia, nel corso della quale verrà esaminato il  colon-retto e verranno rimossi, nella maggior parte dei casi,  eventuali polipi presenti. 

Quali sono le principali novità? 

  • estensione progressiva da 69 a 74 anni degli inviti
  • possibilità di invio del kit per la raccolta direttamente a  domicilio 
  • utilizzo di differenti canali informativi (posta elettronica, social  network, etc.) per le comunicazioni con la popolazione. 

Saranno presto disponibili i risultati di studi che permetteranno di  personalizzare lo screening in relazione al rischio più o meno alto di  sviluppare lesioni del colon-retto.

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