La salute pubblica non può più essere considerata un obiettivo isolato: essa è il risultato di un’azione concertata che abbraccia tutti gli ambiti della vita quotidiana, dall’alimentazione all’ambiente, dagli stili di vita alla gestione delle risorse naturali.
Il Dipartimento One Health del Ministero della Salute ha intra preso in questa direzione un percorso organico e strutturato, pro muovendo strategie integrate che combinano approcci educativi, scientifici e socio-sanitari per sensibilizzare i cittadini verso scelte responsabili e sostenibili. La salute mentale, i corretti stili di vita, la tutela dall’esposoma (cioè l’insieme dei fattori ambientali che modellano la nostra biologia nel corso dell’intera esistenza) e la promozione di una visione ecologica capace di orientare i comportamenti collettivi verso un’armonia duratura con l’ecosistema costituiscono i pilastri fondanti dell’azione del Dipartimento.
Coerentemente con il Piano Nazionale Complementare, per una prevenzione proattiva, integrata e predittiva sono stati avviati progetti di Urban Health volti a inda gare e migliorare le condizioni di salute nelle aree urbane, dove la densità abitativa, l’inquinamento e la disuguaglianza sociale amplificano i rischi per la popolazione e progetti specifici per l’ambito biodiversità - clima e salute, riconoscendo il nesso inscindibile tra l’integrità degli ecosistemi e il benessere umano. Parallelamente, il Dipartimento ha avviato una governance con partnership scienti fiche strutturate, tra cui la collaborazione con l’OMS Europa per lo sviluppo di moduli formativi dedicati alla figura dell’esperto One Health: un professionista trasversale, capace di interpretare la complessità dei determinanti di salute in chiave sistemica e di tradurla in interventi concreti, misurabili e coerenti con i principi di sostenibilità e prevenzione che ispirano l’intera architettura programmatica del Dipartimento.
Sul fronte della governance, nell’ultimo anno ha preso avvio il Comitato Nazionale per la Sicurezza Alimentare, organismo multidisciplinare e multisettoriale istituito in seno al Ministero della Salute con l’obiettivo di fornire orientamenti scientifici e indirizzi strategici in materia di sicurezza degli alimenti. Il Comitato ha elaborato un Piano Triennale per la Sicurezza Alimentare (al link www. salute.gov.it/new/it/pubblicazione/cnsa-piano-di-programmazio ne-triennale-anni-2026-2028/) che adotta pienamente la cornice concettuale dell’approccio One Health, riconoscendo l’interdipendenza tra la salute umana, quella animale e quella degli ecosistemi lungo tutta la filiera alimentare. Un asse prioritario del Piano è rap presentato dalla promozione della Dieta Mediterranea come strumento di prevenzione delle malattie croniche non trasmissibili - tra cui le patologie cardiovascolari, il diabete di tipo 2 e alcune forme neoplastiche - e come leva per contrastare la metainfiammazione, ossia quella condizione di infiammazione sistemica di basso grado associata agli squilibri nutrizionali e agli stili di vita sedentari, sempre più riconosciuta come substrato comune delle principali patologie cronico-degenerative. In tale prospettiva, la Dieta Mediterranea non viene intesa soltanto come modello alimentare, ma come patrimonio culturale e strumento di salute pubblica capace di integrare sostenibilità ambientale, equità sociale e benessere individuale, in perfetta coerenza con i principi ispiratori del Dipartimento One Health. Il Piano si fonda su un framework di programma scientifico che muove da un presupposto fondamentale: un’alimenta zione sana e sicura è in grado di contrastare le modificazioni epigenetiche che, alterando l’espressione genica senza modificare la sequenza del DNA, svolgono un ruolo determinante nello sviluppo di patologie oncologiche. L’epigenetica nutrizionale rappresenta pertanto un asse trasversale dell’intero impianto programmatico, offrendo una base scientifica solida alla promozione di modelli alimentari protettivi - in primis la Dieta Mediterranea - quali strumenti di prevenzione primaria del cancro. In questa prospettiva, il Dipartimento One Health si pone l’obiettivo strategico di coordinare le proprie attività in modo da raggiungere le più ampie fasce della popolazione, con una particolare attenzione alle età pediatriche: intervenire precocemente sui comportamenti alimentari dei bambini significa, infatti, agire sui processi epigenetici in una finestra biologica di massima suscettibilità e plasticità, con ricadute significative sulla traiettoria di salute dell’individuo lungo tutto l’arco della vita. È proprio in questa visione - profondamente orientata alla tutela dell’età infantile come investimento irrinunciabile per la salute delle generazioni future - che è stato istituito il Tavolo della Banca del Latte Umano Donato. Un’iniziativa di straordinaria rilevanza etica e scientifica, che traduce in azione con creta il principio di equità in salute: garantire, anche alle mamme che non possono allattare, la possibilità di nutrire i propri bambini con latte comunque materno, riconosciuto dalla letteratura scientifica internazionale come l’alimento principe per la prevenzione dell’obesità infantile e delle sue conseguenze metaboliche a lungo termine. Il latte materno, nella sua straordinaria complessità biologica, non è soltanto nutrimento: è il primo e più potente modulatore epigenetico disponibile, capace di plasmare in modo duraturo il microbioma, il sistema immunitario e la regolazione metabolica del neonato. Il Tavolo si inserisce così nel quadro del principio della prevenzione proattiva, che identifica nei primi mille giorni di vita, la finestra temporale di maggiore sensibilità biologica e di massimo potenziale preventivo (precoce): un’opportunità unica, e non repli cabile, per orientare le traiettorie di salute fisica, cognitiva e psico sociale di ogni essere umano.
Infine, per garantire una governance ottimizzata e concretamente operativa, il Dipartimento si è dotato di uno strumento tecnico-organizzativo di rilievo: un Gruppo Tecnico Scientifico con referenti delle tre Direzioni Generali afferenti al Dipartimento, concepito per operare in modo trasversale e interdisciplinare, assicurando il raccordo tra le diverse competenze istituzionali e scientifiche. Tale strumento mira a ottimizzare i processi decisionali all’interno del Dipartimento, favorire la condivisione delle evidenze scientifiche tra le strutture competenti e consentire la programmazione di azioni sempre più specifiche, mirate e coerenti con le esigenze di un framework di salute pubblica moderno e integrato.