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One Health

Ultimo aggiornamento:
22 Settembre 2026

Tempo di lettura:
5 minuti

Di: GIOVANNI LEONARDI, UGO DELLA MARTA, SIMONA DE STEFANO, ROSA GAGLIONE, DENISE GIACOMINI, ALESSIO NARDINI, GISELDA SCALERA

Immagine di copertina del vademecum

One Health

La salute pubblica non può più essere considerata un obiettivo  isolato: essa è il risultato di un’azione concertata che abbraccia  tutti gli ambiti della vita quotidiana, dall’alimentazione all’ambiente, dagli stili di vita alla gestione delle risorse naturali. 

Il Dipartimento One Health del Ministero della Salute ha intra preso in questa direzione un percorso organico e strutturato, pro muovendo strategie integrate che combinano approcci educativi,  scientifici e socio-sanitari per sensibilizzare i cittadini verso scelte  responsabili e sostenibili. La salute mentale, i corretti stili di vita, la  tutela dall’esposoma (cioè l’insieme dei fattori ambientali  che modellano la nostra biologia nel corso dell’intera esistenza) e la promozione di una visione  ecologica capace di orientare i comportamenti collettivi verso un’armonia duratura con l’ecosistema costituiscono i pilastri fondanti dell’azione del Dipartimento. 

Coerentemente con il Piano Nazionale Complementare, per una prevenzione proattiva, integrata e  predittiva sono stati avviati progetti di Urban Health volti a inda gare e migliorare le condizioni di salute nelle aree urbane, dove la  densità abitativa, l’inquinamento e la disuguaglianza sociale amplificano i rischi per la popolazione e progetti specifici per l’ambito  biodiversità - clima e salute, riconoscendo il nesso inscindibile tra  l’integrità degli ecosistemi e il benessere umano. Parallelamente, il  Dipartimento ha avviato una governance con partnership scienti fiche strutturate, tra cui la collaborazione con l’OMS Europa per lo  sviluppo di moduli formativi dedicati alla figura dell’esperto One  Health: un professionista trasversale, capace di interpretare la complessità dei determinanti di salute in chiave sistemica e di tradurla  in interventi concreti, misurabili e coerenti con i principi di sostenibilità e prevenzione che ispirano l’intera architettura programmatica del Dipartimento.

Sul fronte della governance, nell’ultimo anno ha preso avvio il  Comitato Nazionale per la Sicurezza Alimentare, organismo multidisciplinare e multisettoriale istituito in seno al Ministero della  Salute con l’obiettivo di fornire orientamenti scientifici e indirizzi  strategici in materia di sicurezza degli alimenti. Il Comitato ha elaborato un Piano Triennale per la Sicurezza Alimentare (al link www. salute.gov.it/new/it/pubblicazione/cnsa-piano-di-programmazio ne-triennale-anni-2026-2028/) che adotta pienamente la cornice  concettuale dell’approccio One Health, riconoscendo l’interdipendenza tra la salute umana, quella animale e quella degli ecosistemi  lungo tutta la filiera alimentare. Un asse prioritario del Piano è rap presentato dalla promozione della Dieta Mediterranea come strumento di prevenzione delle malattie croniche non trasmissibili - tra  cui le patologie cardiovascolari, il diabete di tipo 2 e alcune forme  neoplastiche - e come leva per contrastare la metainfiammazione,  ossia quella condizione di infiammazione sistemica di basso grado  associata agli squilibri nutrizionali e agli stili di vita sedentari, sempre più riconosciuta come substrato comune delle principali patologie cronico-degenerative. In tale prospettiva, la Dieta Mediterranea non viene intesa soltanto come modello alimentare, ma come  patrimonio culturale e strumento di salute pubblica capace di integrare sostenibilità ambientale, equità sociale e benessere individuale, in perfetta coerenza con i principi ispiratori del Dipartimento  One Health. Il Piano si fonda su un framework di programma scientifico che muove da un presupposto fondamentale: un’alimenta zione sana e sicura è in grado di contrastare le modificazioni epigenetiche che, alterando l’espressione genica senza modificare la  sequenza del DNA, svolgono un ruolo determinante nello sviluppo  di patologie oncologiche. L’epigenetica nutrizionale rappresenta  pertanto un asse trasversale dell’intero impianto programmatico,  offrendo una base scientifica solida alla promozione di modelli  alimentari protettivi - in primis la Dieta Mediterranea - quali strumenti di prevenzione primaria del cancro. In questa prospettiva, il  Dipartimento One Health si pone l’obiettivo strategico di coordinare le proprie attività in modo da raggiungere le più ampie fasce della popolazione, con una particolare attenzione alle età pediatriche: intervenire precocemente sui comportamenti alimentari  dei bambini significa, infatti, agire sui processi epigenetici in una  finestra biologica di massima suscettibilità e plasticità, con ricadute significative sulla traiettoria di salute dell’individuo lungo  tutto l’arco della vita. È proprio in questa visione - profondamente  orientata alla tutela dell’età infantile come investimento irrinunciabile per la salute delle generazioni future - che è stato istituito il  Tavolo della Banca del Latte Umano Donato. Un’iniziativa di straordinaria rilevanza etica e scientifica, che traduce in azione con creta il principio di equità in salute: garantire, anche alle mamme  che non possono allattare, la possibilità di nutrire i propri bambini  con latte comunque materno, riconosciuto dalla letteratura scientifica internazionale come l’alimento principe per la prevenzione  dell’obesità infantile e delle sue conseguenze metaboliche a lungo  termine. Il latte materno, nella sua straordinaria complessità biologica, non è soltanto nutrimento: è il primo e più potente modulatore epigenetico disponibile, capace di plasmare in modo duraturo  il microbioma, il sistema immunitario e la regolazione metabolica  del neonato. Il Tavolo si inserisce così nel quadro del principio della  prevenzione proattiva, che identifica nei primi mille giorni di vita, la  finestra temporale di maggiore sensibilità biologica e di massimo  potenziale preventivo (precoce): un’opportunità unica, e non repli cabile, per orientare le traiettorie di salute fisica, cognitiva e psico sociale di ogni essere umano. 

Infine, per garantire una governance ottimizzata e concretamente  operativa, il Dipartimento si è dotato di uno strumento tecnico-organizzativo di rilievo: un Gruppo Tecnico Scientifico con referenti  delle tre Direzioni Generali afferenti al Dipartimento, concepito per  operare in modo trasversale e interdisciplinare, assicurando il raccordo tra le diverse competenze istituzionali e scientifiche. Tale  strumento mira a ottimizzare i processi decisionali all’interno del  Dipartimento, favorire la condivisione delle evidenze scientifiche  tra le strutture competenti e consentire la programmazione di  azioni sempre più specifiche, mirate e coerenti con le esigenze di  un framework di salute pubblica moderno e integrato.

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