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Alcol

Ultimo aggiornamento:
23 Settembre 2026

Tempo di lettura:
5 minuti

Di: MARIA ASSUNTA GIANNINI, MARIA MIGLIORE

Immagine di copertina del vademecum

Alcol

Le donne, insieme agli anziani e i giovani, rappresentano il target  più suscettibile a subire i danni da assunzione di alcol. Il motivo  della maggiore vulnerabilità delle donne agli effetti dell’alcol  rispetto agli uomini è dovuto alla minore capacità di metabolizzare l’alcol, conseguente alla minore massa corporea femminile  e alla ridotta concentrazione di acqua corporea. Ciò determina, a  parità di consumo di bevande alcoliche, un livello di alcol nel sangue più elevato nelle donne rispetto agli uomini. 

L’Organizzazione Mondiale della Sanità segnala che le donne che consumano bevande alcoliche hanno maggiori probabilità di sviluppare numerose patologie, tra cui numerosi tipi di cancro (in particolare quello della mammella), osteoporosi, riduzione della fertilità e complicanze legate a gravidanza, quali aborti spontanei e rischio di partorire neonati affetti da sindrome feto alcolica (FAS/FASD).

Le linee guida del Consiglio per la Ricerca in Agricoltura e l’Analisi dell’Economia Agraria, CREA, avvertono che il consumo di una  unità alcolica contenente circa 12 grammi di alcol (equivalente a un  bicchiere di vino da 125 ml oppure a una lattina di birra a bassa gradazione alcolica di circa 330 ml oppure a un bicchierino da 40 ml  di superalcolico) è considerato compatibile con un livello a minor  rischio per la salute femminile, pur non essendo esente da rischio,  poiché non esistono quantità di alcol sicure per la salute.

Nel corso degli ultimi dieci anni la prevalenza delle consumatrici di  alcol fuori pasto è cresciuta costantemente ed il trend in crescita  non sembra arrestarsi, soprattutto nelle fasce di età più giovani. Assumere alcol fuori pasto, comportamento estremamente diffuso tra le donne, anche in associazione ad altre tipologie di comportamento a rischio come il fumo, potenzia il rischio ed espone  ad una maggiore probabilità di sviluppare patologie, in particolare  il cancro.

Il consumo di alcol in gravidanza comporta danni al feto e al bambino, quali l’aborto spontaneo, la natimortalità, la sindrome della morte improvvisa in culla, il parto pretermine, alcune malformazioni congenite, il basso peso alla nascita, il ritardo di sviluppo intrauterino.  

Ma la condizione patologica più caratteristica causata dal consumo di bevande alcoliche in gravidanza è la Fetal Alcohol Spectrum Disorders (FASD),  la cui manifestazione più grave è la Sindrome Feto-Alcolica (Fetal Alcohol Syndrome, FAS), caratterizzate da una serie di anomalie  strutturali e di sviluppo neurologico che comportano gravi disabilità comportamentali e neuro-cognitive. 

È importante tenere presente che tutto l’alcol consumato dalla  mamma in gravidanza finisce nel sangue del feto; pertanto,  anche una quantità minima di alcol può causare danni e pregiudicarne la salute. Inoltre, tutte le fasi dello sviluppo embrionale sono  vulnerabili agli effetti teratogeni dell’alcol e per questo motivo,  secondo le linee guida cliniche della maggioranza dei Paesi del  mondo, il consumo di alcol in gravidanza è controindicato e il messaggio di salute pubblica è “non bere in gravidanza (zero alcol) e  non bere quando si decide di avere un figlio”. Infatti, la prevenzione  della sindrome feto-alcolica è possibile al 100% se si evita il con sumo di bevande alcoliche in gravidanza.

  1. consumare bevande alcoliche in gravidanza aumenta il rischio  di danni alla salute del bambino 
  2. durante la gravidanza non esistono quantità di alcol che  possano essere considerate sicure o prive di rischio per il feto 
  3. il consumo di qualunque bevanda alcolica in gravidanza  nuoce al feto senza differenze di tipo o gradazione 
  4. l’alcol è una sostanza tossica in grado di attraversare la  placenta e raggiungere il feto alle stesse concentrazioni di  quelle della madre 
  5. il feto non ha la capacità di metabolizzare l’alcol, quindi, nuoce  direttamente alle cellule cerebrali e ai tessuti degli organi in  formazione 
  6. l’alcol nuoce al feto soprattutto durante le prime settimane e  nell’ultimo trimestre di gravidanza 
  7. se si pianifica una gravidanza, è opportuno non bere alcolici.  Se si è già in gravidanza, è meglio interrompere l’assunzione  sino alla nascita. I danni causati nel bambino dall’esposizione  prenatale all’alcol sono irreversibili e non curabili 
  8. è opportuno non consumare bevande alcoliche anche  durante l’allattamento 
  9. si possono prevenire tutti i danni al bambino causati dal  consumo di alcol in gravidanza, evitando di consumare  bevande alcoliche 
  10. interrompere il consumo di alcol è un gesto di responsabilità e  di amore verso il nascituro.

L’International Agency for Research on Cancer (IARC) stima in Italia oltre 3.200 nuovi casi di tumore nelle donne alcol-attribuibili, di cui circa 1.400 (45%) associati a consumi inferiori a 20 grammi al giorno. Tra questi, circa 2.300 riguardano il tumore della mammella: l’assunzione di un secondo bicchiere può incrementare il rischio di insorgenza fino al 27%, soprattutto quando il consumo inizia precocemente e si protrae nel tempo. 

L’alcol può causare almeno 7 tipi di cancro. I tipi più diffusi di  cancro causati dall’alcol sono il cancro al seno nelle donne e il  cancro al colon negli uomini. Le persone che fumano tabacco  e bevono alcolici hanno un rischio 5 volte superiore di sviluppare  il cancro della cavità orale, dell’orofaringe, della laringe e dell’esofago, rispetto alle persone che fanno uso esclusivo di alcol o  tabacco. La Comunità Scientifica Internazionale (IARC) ha chiara mente espresso il concetto che non esiste un livello sicuro di con sumo di alcol rispetto al rischio di cancro. Pertanto, l’OMS ha inteso  invitare alla prudenza, sostenendo l’affermazione “Less is better”.

Telefono Verde Alcol (ISS) 800632000

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