Il tumore ovarico è una neoplasia che si sviluppa nelle ovaie, organi riproduttivi responsabili della produzione di ovuli e di ormoni come estrogeni e progesterone. Pur essendo definito “ovarico”, può originare anche dalle tube di Falloppio o dal peritoneo, strutture strettamente correlate. Può derivare dalle cellule epiteliali (superficiali), dalle cellule germinali (coinvolte nella produzione di ovociti) o dal tessuto stromale (che produce ormoni).
DATI EPIDEMIOLOGICI
In Italia si stimano 5.423 nuove diagnosi. È il quinto tumore più frequente tra le donne e la prima causa di morte per tumore ginecologico. Ogni anno si registrano oltre 310.000 nuovi casi e più di 207.000 decessi nel mondo, con un’incidenza maggiore nei Paesi sviluppati.
Quali sono i fattori di rischio associati al tumore ovarico? Il rischio di sviluppare un tumore ovarico aumenta con l’età, soprattutto dopo i 50 anni. Anche la familiarità gioca un ruolo importante: avere parenti stretti con tumori ovarici o mammari può indicare una predisposizione genetica, in particolare in pre senza di mutazioni nei geni BRCA1 e BRCA2, o della sindrome di Lynch. Tra i fattori di rischio rientrano anche l’endometriosi, alcune terapie ormonali in menopausa (a base di soli estrogeni), la nulli parità e una storia personale di altri tumori ginecologici o intesti nali. Infine, uno stile di vita poco sano, con obesità e dieta ricca di grassi saturi, può contribuire all’aumento del rischio.
È possibile una prevenzione per il tumore ovarico? Attualmente non esistono programmi di screening efficaci per la prevenzione del tumore ovarico nella popolazione gene rale. Nei soggetti ad alto rischio genetico, come quelli con muta zioni BRCA o sindrome di Lynch, è possibile ridurre il rischio con l’asportazione preventiva di tube e ovaie. In questi casi possono essere proposti controlli periodici con visita ginecologica, ecogra fia transvaginale e talvolta dosaggio del CA-125, pur in assenza di evidenze definitive sulla riduzione della mortalità. Tra i fattori pro tettivi, si segnalano l’uso prolungato della pillola contraccettiva e uno stile di vita sano, con dieta equilibrata, attività fisica e con trollo del peso.
Come viene diagnosticato il tumore ovarico?
La diagnosi precoce del tumore ovarico è difficile, poiché i sintomi iniziali sono spesso vaghi e poco specifici. Tra i segnali più comuni vi sono gonfiore addominale, dolore pelvico, senso di sazietà pre coce e bisogno frequente di urinare.
In presenza di questi sintomi, il medico esegue una visita gineco logica e può prescrivere un’ecografia transvaginale per valutare ovaie e utero. Esami più approfonditi, come TC o risonanza magnetica, aiutano a capire se il tumore si è diffuso. Il marker CA-125 nel sangue può essere un indicatore utile, anche se non specifico. La conferma della diagnosi si ottiene con una biopsia, analizzando un campione di tessuto.
Quali sono i trattamenti disponibili per il tumore ovarico? Il trattamento del tumore ovarico dipende dallo stadio della malat tia e dalle condizioni generali della persona e si basa generalmente su una combinazione di chirurgia e chemioterapia.
L’intervento chirurgico mira a rimuovere tutto il tumore visibile, spesso includendo ovaie, tube, utero e linfonodi.
- Chemioterapia: solitamente somministrata dopo l’intervento, può essere utilizzata anche prima dell’intervento per ridurre la massa tumorale.
- Terapie mirate: includono farmaci diretti contro specifici ber sagli molecolari, come i PARP inibitori, utilizzati soprattutto come terapia di mantenimento dopo la chemioterapia; far maci antiangiogenici, che bloccano la formazione di nuovi vasi sanguigni necessari alla crescita del tumore; e anticorpi far maco-coniugati (ADC), approvati per alcune forme di malat tia platino-resistente.
- Immunoterapia: alcuni studi clinici hanno mostrato risul tati promettenti, soprattutto nella malattia platino-resistente e in combinazione con la chemioterapia. Agisce stimolando il sistema immunitario a riconoscere e contrastare le cellule tumorali.
Quali sviluppi ci sono per il trattamento del tumore ovarico?
La ricerca è in continuo progresso, con studi su terapie combinate e trattamenti sempre più personalizzati. Sono inoltre in valutazione nuovi marcatori biologici, utili per una diagnosi più precoce e per monitorare con maggiore precisione la risposta alle cure.
Parallelamente, sono in sviluppo diversi ADC per il tumore ovarico, uno dei quali è già approvato per la malattia platino‑resistente. Nel loro insieme, questi avanzamenti mirano a migliorare le possibilità di cura e la qualità di vita delle pazienti.
Ci sono mutazioni genetiche che aumentano il rischio di tumore ovarico?
Le mutazioni ereditarie dei geni BRCA1 e BRCA2 sono respon sabili di circa il 15–20% dei tumori ovarici epiteliali. Le persone con mutazione BRCA1 hanno un rischio di sviluppare il tumore ovarico tra il 39% e il 46%, mentre con BRCA2 il rischio è tra il 10% e il 27%. Anche la Sindrome di Lynch, legata a mutazioni nei geni coinvolti nella riparazione del DNA, è associata a un aumento del rischio di tumore ovarico, fino a circa il 12%.
SINDROME DI LYNCH E RISCHIO DI TUMORI GINECOLOGICI
È una condizione ereditaria legata a mutazioni dei geni coinvolti nella riparazione del DNA (MMR) e aumenta il rischio di diversi tumori, in particolare dell’endometrio, del colon e dell’ovaio. Nelle donne, il tumore dell’endometrio può essere uno dei primi segnali della sindrome.
Quali sono i segnali di possibile rischio?
- Familiarità per tumori del colon, dell’endometrio o dell’ovaio
- Diagnosi di tumore in età giovane
- Presenza di più casi di tumore nella stessa famiglia
Cosa fare?
È importante parlare con il medico e valutare una consulenza genetica. Il test genetico consente di attivare percorsi di sorveglianza e prevenzione personalizzati.
Perché è importante saperlo?
- Favorisce diagnosi più precoci
- Consente una prevenzione mirata
- Supporta scelte terapeutiche più appropriate
Non solo Lynch
Anche le mutazioni BRCA1 e BRCA2 aumentano il rischio di tumori ovarici e mammari. Conoscere la propria storia familiare è fondamentale per identificare il rischio e pianificare controlli adeguati.