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Colon retto

Ultimo aggiornamento:
23 Settembre 2026

Tempo di lettura:
3 minuti

Di: GIOVANNI BARBARA

Immagine di copertina del vademecum

Colon retto

La maggior parte dei carcinomi del colon-retto è causata dalla trasformazione in senso maligno dei polipi. Si tratta di piccole escrescenze, di per sé benigne, dovute alla riproduzione incontrollata  delle cellule della mucosa intestinale. 

DATI EPIDEMIOLOGICI 

Nel 2024 sono state registrate circa 48.700 nuove diagnosi di  tumore del colon-retto, di cui 27.500 tra gli uomini e 21.200 tra  le donne. La sopravvivenza a cinque anni dalla diagnosi è stimata intorno al 65% per gli uomini e al 66% per le donne. In  totale, le persone che convivono nel nostro Paese con una dia gnosi di questa neoplasia sono circa 442.600. 

Quali sono i fattori di rischio?  

Si riconoscono i seguenti fattori: ambientali, comportamentali  (fumo, sedentarietà, obesità) e dietetici. Un rischio cosiddetto  “generico” è rappresentato dall’età: dai 50 anni aumenta il rischio  sia per l’uomo che per la donna. Il rischio aumenta anche in presenza di alcune malattie (come diabete o sindrome metabolica) o di patologie infiammatorie croniche intestinali (come malattia di  Crohn, retto-colite ulcerosa) o di sindromi genetiche (come poli posi adenomatosa famigliare o sindrome di Lynch). L’attività fisica,  il consumo regolare di frutta e verdura e gli stili di vita sani svolgono invece un’azione protettiva.  

I principali campanelli d’allarme che devono essere segnalati al medico sono:  

La presenza di sangue nelle feci, anche se misto a muco, la variazione del comportamento intestinale per la comparsa di diarrea o di stitichezza, l’anemia, una febbricola, un senso di spossatezza o incompleta  evacuazione o un dolore rettale, la perdita di peso senza causa evi dente. Tutti questi sintomi non sono specifici ma devono essere  riferiti al medico.  

Con quali esami è possibile ottenere la diagnosi della malattia?  Lo strumento più accurato ed utilizzato per la diagnosi è la colon scopia che permette anche una conferma istologica con prelievi  di tessuto (biopsie). In alcuni casi particolari può essere utilizzata  in alternativa la cosiddetta “colonscopia virtuale”. Il tumore del  colon-retto ha un’alta incidenza, soprattutto a partire dai 50 anni,  motivo per cui è previsto lo screening regionale.  

Uomini e donne ricevono l’invito attivo da parte della ASL di  appartenenza a svolgere regolarmente l’esame del sangue  occulto nelle feci (o in alcune regioni la rettosigmoidoscopia). La  diagnosi precoce di questo tumore è, infatti, in grado di apportare grandi vantaggi sulla sopravvivenza e sulla qualità di vita dei  pazienti. La ricerca del sangue occulto non è un test diagnostico,  non è una prova sicura di un tumore, ma è uno strumento di selezione (screening) per identificare i soggetti più a rischio da sottoporre successivamente alla colonscopia completa.

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