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Fumo

Ultimo aggiornamento:
30 Settembre 2026

Tempo di lettura:
5 minuti

Di: MARIA ASSUNTA GIANNINI, PIERLUIGI ROSI

Immagine di copertina del vademecum

Fumo

Perché il fumo è dannoso per la nostra salute? L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) indica che ogni anno più di 8 milioni di persone muoiono a causa del consumo di tabacco. In Italia, si stima che sono più di 94.000 le morti annue evitabili. Una sigaretta contiene circa 600 ingredienti e quando brucia crea più di 7.000 sostanze chimiche. È noto che almeno 69 di queste sostanze chimiche causino il cancro e che molte siano tossiche. 20 sigarette al giorno riducono di circa 4,6 anni la vita media  di un giovane che inizia a fumare a 25 anni, il che equivale a per dere un giorno di vita per ogni settimana di consumo. La nicotina  contenuta nel tabacco è la sostanza neuro-psicotropa responsa bile della dipendenza e causa sia problemi di natura emotiva sia  problemi relativi alla memoria.

Il fumo aumenta il rischio di molti tipi di tumore: polmone e vie  respiratorie, esofago, stomaco, fegato, colon-retto e pancreas,  rene, uretere, vescica, ovaio, cervice uterina, leucemia mieloide. Inoltre, il fumo passivo è un fattore di rischio riconosciuto per il  tumore della mammella e rappresenta anche il principale fattore di  rischio per le malattie respiratorie non neoplastiche, fra cui la bron copneumopatia cronica ostruttiva (BPCO), ed è uno dei più impor tanti fattori di rischio cardiovascolare. La nicotina (contenuta anche  nei prodotti a tabacco riscaldato, in molte sigarette elettroniche e  nelle “nicotine pouches”), infatti, determina un aumento della fre quenza e della contrattilità cardiaca, aumenta la pressione sangui gna, e può promuovere la formazione di placche ateromasiche e  riduce, inoltre, la sensibilità all’insulina e può aggravare il diabete.  Per di più, il fumo influisce negativamente anche sull’apparato  riproduttivo femminile poiché, alterando la produzione ormonale,  provoca menopause più precoci di circa 2 anni rispetto alle non  fumatrici, incidendo anche sulla fertilità. Una donna in gravidanza  che fuma ha un aumentato rischio di aborti, di bambini nati morti,  e di avere neonati sottopeso. Inoltre, il fumo produce danni estetici,  come gengive bianche, ingiallimento dei denti, invecchiamento  della pelle, aumento dell’irsutismo del volto. 

Smettere di fumare è un investimento per la salute, perché con sente di ridurre il rischio di sviluppare molte condizioni patologi che e perché protegge anche i non fumatori dal fumo passivo,  riducendo, ad esempio, il rischio di molte malattie dei bambini  causate da esposizione al fumo passivo, quali malattie respiratorie,  l’asma, e infezioni alle orecchie (otiti). Quando si smette di fumare:  in breve tempo la circolazione del sangue e le funzioni polmo nari migliorano e, entro 1 anno, il rischio di infarto diventa la metà  di quello di un fumatore; dopo 10 anni il rischio di tumore ai pol moni diminuisce fino alla metà e, entro 15 anni, il rischio di malat tie croniche diventa uguale a quello di un non fumatore. Smettere  di fumare fa bene anche a chi ha già sviluppato malattie correlate  al fumo.

Si può smettere da soli, ma con il supporto del proprio medico o  di specialisti della disassuefazione operanti presso i Centri anti fumo presenti sul territorio (https://smettodifumare.iss.it/it/cen tri-antifumo/) le probabilità di successo aumentano notevolmente.  Se necessario il medico può consigliare una terapia farmacologica  con sostitutivi farmaceutici della Nicotina (NRT), Bupropione, o Citisina, che aiutano a smettere e alleviano i sintomi di astinenza. Inol tre, da quest’anno, il SSN (Servizio Sanitario Nazionale) assicura,  nell’ambito di percorsi di counselling psicologico erogati presso i  Centri antifumo, la gratuità della citisina, molecola disassuefante  che aiuta i fumatori a smettere di fumare, riducendo i sintomi di  astinenza (come craving, ansia, insonnia).

Oltre alle sigarette e agli altri prodotti del tabacco convenzionali,  da alcuni anni sono in commercio nuovi prodotti, come quelli a  tabacco riscaldato o le sigarette elettroniche con o senza nico tina e, più di recente, i sacchetti per uso orale contenenti sali di  nicotina. La sigaretta elettronica (e-cig) è un dispositivo che permette di inalare vapore, in genere aromatizzato, contenente nicotina in quantità variabili (in genere, tra 6 e 20 mg), in una miscela composta da acqua, glicole propilenico, glicerolo ed altre sostanze, tra cui soprattutto aromatizzanti. I prodotti del tabacco riscaldato (Heated Tobacco Products-HTP)  sono dispositivi che, diversamente dalle sigarette elettroniche,  contengono stick con tabacco che viene riscaldato ad alta temperatura (circa 350°), creando un’emissione assimilabile al fumo. Questi prodotti contengono nicotina e altre sostanze chimiche e  attualmente non esistono evidenze che dimostrino che questi pro dotti siano meno dannosi delle sigarette tradizionali, benché sia  noto che, sebbene possano esporre gli utilizzatori a livelli inferiori  di alcune sostanze tossiche contenute nelle sigarette, espongono,  comunque, i consumatori a livelli più elevati di altre sostanze chi miche potenzialmente tossiche e nocive, non contenute nelle sigarette tradizionali. Tali prodotti, grazie all’attrattività del design e  degli aromi, favoriscono la sperimentazione, soprattutto, da parte  dei giovani.

Per approfondire:

https://www.salute.gov.it/new/it/tema/fumo-prodotti-del-tabacco- sigarette-elettroniche/ https://smettodifumare.iss.it/it

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