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Mammella

Ultimo aggiornamento:
23 Settembre 2026

Tempo di lettura:
15 minuti

Di: ADRIANA BONIFACINO, NICOLETTA GANDOLFO

Immagine di copertina del vademecum

Mammella

Il tumore della mammella è una formazione di tessuto costituito  da cellule che crescono in modo incontrollato e anomalo all’interno della ghiandola mammaria. I diversi stadi di malattia, da I a IV, sono  relazionati all’interessamento della sola ghiandola mammaria, dei tessuti circostanti, dei tessuti di altre parti del corpo. 

La diagnosi precoce è la forma più efficace di prevenzione per il  tumore del seno.

Per rimanere in salute ci sono due alleati fondamentali e sicuramente efficaci: alimentazione e attività fisica.

Molteplici studi scientifici ci confermano che questi vanno considerati dei “farmaci” da utilizzare in prevenzione, durante e dopo le cure.

Adottando corretti stili di vita potremmo evitare in generale il 40% delle malattie oncologiche.

(AIOM. I numeri del cancro 2024).

Il modello di salute pubblica Screening Mammografico prevede, per le donne di 45/50-69/74 anni, l’esecuzione di una mammografia gratuita ogni due anni, con chiamata della ASL di riferimento (in  alcune Regioni, come l’Emilia Romagna e la Toscana, la mammografia viene offerta tra i 45 e 49 anni con chiamata annuale). Qualora questa indagine evidenzi un’alterazione significativa e/o dub bia, la donna verrà richiamata per approfondimenti presso il centro  pubblico di II livello. Legge Veronesi 23 dicembre 2000, n. 388: mammografia con esenzione dal ticket, ogni due anni, per tutte le  donne di età compresa fra 45 e 69 anni. 

Aderire allo Screening è un’ottima scelta per diagnosticare precocemente il tumore del seno. 

DATI EPIDEMIOLOGICI 

Il carcinoma della mammella è il tumore più frequente nella  donna a partire dai 35 anni. 

Sono stimate in Italia circa 53.686 nuove diagnosi, si tratta per tanto di un tumore che continua a essere di gran lunga il tumore  femminile più frequente, rappresentando il 30% di tutti i tumori  nelle donne. Sono 925.000 le donne viventi in Italia dopo una  diagnosi di tumore della mammella, il 6-7% delle quali giunge  alla diagnosi già metastatica. Il 45% dei tumori del seno è nelle  donne tra i 45-74 anni, il 35% nelle donne > 74 anni e il 20% in quelle < 45 anni. L’1-2% dei tumori del seno riguardano l’uomo. La sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi è dell’88%. La probabilità di vivere ulteriori anni, superato il primo anno, è del 91%  (Aiom. I numeri del cancro 2025).  

È un tipo di tumore che può essere ricollegato ad una famigliarità  e, in alcuni casi (circa il 10%), ad una mutazione genetica (BRCa1 e  2) che può riguardare ovaio, prostata, pancreas. Possono essere  implicate anche ulteriori nuove mutazioni genetiche che oggi  non conosciamo; pertanto è importante una accurata anamnesi  clinica di ciascuna persona (donna o uomo) per comprendere se  vi siano le condizioni per chiedere una consulenza genetica.

Tutte le indagini strumentali possono essere effettuate anche nelle portatrici di protesi, sia additive che dopo ricostruzione per un tumore ovvero per profilassi nelle donne portatrici di mutazione genetica.

Nell’età 40-45 anni non vi è attuale evidenza scientifica di efficacia  della mammografia di screening come modello di sanità pubblica. 

Tuttavia, in qualunque età, in caso di fattori di rischio personali e/o  famigliari o di sintomi, è utile consultare il medico di famiglia e di  riferimento, per valutare l’opportunità di un percorso personalizzato di prevenzione.

Circa il 10-12% di tutti i tumori della mammella sono su base ereditaria.

Nei casi di sindrome eredo-famigliare è possibile riscontrare mutazioni su 2 geni principali (BRCa1 e BRCa2), ma anche in altri geni che possono presentare una mutazione. Nelle famiglie  dove ci sono stati diversi casi di tumore maligno (carcinoma) della mammella, dell’ovaio, della prostata, del pancreas e dello stomaco, sia da parte di madre che di padre, si può prendere in considera zione una consulenza genetica che valuti la probabilità di presenza  di mutazione. Raccogliere informazioni riguardo la propria famiglia  (malattie oncologiche, autoimmuni, neurologiche, vascolari) può  essere utile a costruire dei percorsi di prevenzione più personalizzati, insieme al medico di riferimento, con il fine di giocare di anticipo e correre meno rischi.

Il Ministero della Salute e le Regioni sono consapevoli della necessità di programmi di prevenzione dedicati alle donne che presentino queste caratteristiche. In alcune Regioni esistono già pro grammi personalizzati dedicati alle fasce a maggior rischio, con presa in carico in ambiente pubblico. È consigliabile consultare  il sito/portale della propria Regione e il proprio medico curante per conoscere se tali programmi sono già stati attivati. Al più presto abbiamo necessità, comunque, di un programma nazionale che ponga fine alle disequità territoriali, e possa garantire a  tutte le donne programmi appropriati, efficaci, pubblici, per una  corretta presa in carico. Le associazioni di pazienti e di cittadini,  come peraltro la Fondazione IncontraDonna, sono in costante  colloquio con le Istituzioni per far valere questi diritti e assicurare  in ogni Regione e territorio programmi di salute pubblica adeguati e coerenti.

Criteri generali: molteplicità di casi di carcinoma alla mammella in  famiglia (almeno 2-3) specialmente se insorti in giovane età (2 casi  se < 50 anni; anche un solo caso se <35 anni); presenza in famiglia  di carcinoma della mammella in un maschio, di carcinoma ovarico, di carcinoma del pancreas, coesistenza nella stessa famiglia o nello  stesso individuo di carcinoma della mammella e dell’ovaio, carcinoma bilaterale della mammella. In particolari circostanze, (quando  per esempio vi sia una chiara indicazione al test genetico-molecolare, e i famigliari malati di tumore fossero tutti deceduti, o viventi  che non accettino di eseguire il test) si prende in considerazione la consulenza genetica ed eventualmente l’esecuzione del test anche nel soggetto sano.

In Italia sono molti i centri pubblici dedicati; sempre meglio rivolgersi a grandi strutture Ospedaliere e Universitarie ove sia presente un centro specificamente dedicato alla genetica medica e ai tumori  ereditari. A queste si rivolgono per collaborazione anche i Centri di  Senologia regionali (Breast Unit).

Attenzione! Le indagini strumentali effettuate vanno conservate con cura e portate ad ogni successivo controllo.  

Mammografia: esame radiologico che utilizza un dosaggio estre mamente basso di radiazioni. La mammella viene compressa tra due superfici e questo consente di evidenziare eventuali altera zioni della densità del tessuto, noduli, microcalcificazioni, distorsioni e asimmetrie della ghiandola. Esistono diverse tecnologie: digitale (DM) e tomosintesi (DBT). La tomosintesi prevede una ricostruzione tridimensionale (3D) della ghiandola mammaria. Nello screening regionale viene proposta attualmente nelle donne con seno mammograficamente denso (BI-RADS C e D) o nell'eventuale necessità di approfondimento (II livello). 

Sono infatti previste radiologicamente 4 classi da A a D per definire la densità del seno. Le classi C e D sono quelle che definiscono la maggiore densità. La maggiore densità radiologica comporta un rischio più elevato di sviluppare un tumore della mammella. Queste classi più elevate si giovano per la diagnosi precoce dell’ecografia abbi nata alla mammografia e, in alcuni casi, anche di indagini diagnostiche con mezzo di contrasto (RM o CEM), sempre su richiesta  dello specialista. La classificazione BI-RADS è una classificazione  usata per definire i reperti riscontrati nella mammografia, ecografia e Risonanza Magnetica (RM) e soprattutto per indicare il loro  potenziale di rischio. Prevede 5 classi per le lesioni: 1 (normale),  2 (benigno), 3 (probabile benigno) 4 (sospetto maligno), 5 (forte mente sospetto maligno).  

CEM: mammografia digitale con un mezzo di contrasto iodato  (non è necessario il digiuno, nè un periodo del ciclo mestruale  da osservare, mentre è indispensabile un esame della creatinina  recente). Può essere valutata come alternativa alla RM con mezzo  di contrasto. È consigliata dallo specialista in casi selezionati. Non  è un esame da eseguire di routine, ma dimostra un ruolo potenziale nei modelli di screening personalizzati, in particolare per le  donne ad alto rischio e per quelle con seno denso. 

Ecografia: utilizza gli ultrasuoni (non radiazioni) per rilevare alte razioni della ghiandola mammaria. Può fornire informazioni  anche per la vascolarizzazione (color e power Doppler) e l’elasticità dei tessuti (Elastosonografia). Può essere eseguita in qualunque periodo del ciclo mestruale. Utilizzata prevalentemente  nelle donne giovani e quelle con seno denso indipendentemente dall’età. Mammografia ed ecografia sono tra loro complementari,  l’una non esclude l’altra.  

Risonanza Magnetica (RM con mezzo di contrasto): utilizza un  campo magnetico (non radiazioni). Viene consigliata esclusiva mente dallo specialista come approfondimento o a completa mento di indagini, in casi selezionati ove sia necessario evidenziare nel dettaglio la vascolarizzazione dei tessuti. Viene richiesto  un esame della funzionalità renale (creatininemia) e l’indicazione  all’esecuzione nella seconda settimana del periodo del ciclo  mestruale. Non è sostitutiva della mammografia e dell’ecografia.

La possibilità di un prelievo viene stabilita dallo specialista seno logo (radiologo, clinico, chirurgo, oncologo, radioterapista) in relazione a quanto evidenziato dalla mammografia/ecografia. In  molti casi può evitare un intervento chirurgico inutile. Nel caso,  invece, di un tumore al seno, permette una dettagliata programmazione dell’intervento stesso. Inoltre, i recenti progressi tecno logici e scientifici consentono una caratterizzazione sempre più  precisa del tessuto esaminato con la possibilità di attuare cure  sempre più efficaci e personalizzate (recettori ormonali, c-erb b2,  Ki67 indice di proliferazione cellulare, ricerca di particolari geni nel  tessuto tumorale). Tutti i tipi di prelievo (di cellule o di tessuto) si  eseguono ambulatorialmente.  

Nessun tipo di prelievo di cellule o di tessuto è causa di disseminazione di cellule.  

Agoaspirato: è un prelievo di cellule (esame citologico) effettuato  con un semplice ago da siringa, guidato spesso con l’ecografia,  ma anche dalla stereotassi (guida mammografica) o dalla RM solo  presso alcuni centri, all’interno di un nodulo o di un’area di ghiandola, meritevole di approfondimento. Non necessita di anestesia  locale ed è raccomandata principalmente per le lesioni cistiche complesse che possono necessitare di approfondimento.  

Biopsia: è un prelievo di tessuto (esame microistologico) effet tuato con un ago di circa 1-2 mm di calibro chiamato tru-cut, in grado di asportare piccoli frammenti di tessuto e si effettua con  anestesia locale. Oggi è la tecnica di prelievo raccomandata per  la tipizzazione delle lesioni solide mammarie. Questa metodica è  minimamente invasiva ha una elevatissima accuratezza diagnostica nel tipizzare il tumore mammario ed i fattori prognostici. 

VABB (Vacuum Assisted Breast Biopsy): è un prelievo di tessuto (esame microistologico) effettuato con un ago speciale di  poco superiore ai 2 mm collegato ad un sistema di aspirazione  (vacuum) che consente di ottenere numerosi frustoli ed una  quantità complessivamente maggiore di tessuto da analizzare. Si  effettua in anestesia locale sia sotto guida ecografica, ma soprattutto radiologica o talvolta RM (stereotassica) per distorsioni e  microcalcificazioni sospette non visibili all’ecografia.

In ogni territorio regionale ci sono i Centri di Senologia (Breast Unit), identificati dalle Regioni in base a criteri stabiliti dal Mini stero della Salute. Il Centro di Senologia è pubblico e costituito da  un team multidisciplinare che prende in carico la paziente onco logica nel suo percorso. Dalla diagnosi, alla cura e al supporto. Il  Centro di Senologia entro 30-40 giorni dalla diagnosi deve iniziare  il trattamento, sia che fosse chirurgico o farmacologico (tempi  utili alla programmazione ed esecuzione di tutte le indagini pre liminari). È dimostrato che essere prese in carico da un centro  di Senologia pubblico e interdisciplinare per il trattamento del  tumore del seno, possa comportare fino ad un 20% in più di pos sibilità di guarigione e sopravvivenza a 5 anni dall’evento. 

Puoi trovare il centro di senologia più vicino consultando il sito incontradonna.it

L’autoesame NON sostituisce la mammografia e l’ecografia.  Osservare il proprio seno periodicamente e palparlo può mettere in  evidenza qualche alterazione da riferire al medico di fiducia, per una  valutazione e/o consiglio. Va scelto il momento di minore tensione  mammaria, ovvero la settimana successiva al ciclo mestruale (o sem plicemente una volta al mese se si è in menopausa o in gravidanza).

Poniti davanti allo specchio, con le braccia sui fianchi. Osserva e confronta attentamente la forma e il volume delle due mammelle e dei due capezzoli. Potrai facilmente accorgerti che non sono perfettamente uguali, questo è naturale. Verifica se si sviluppano delle alterazioni nel tempo. 

Ora osserva attentamente anche il profilo di ciascuna mammella. Verifica che non vi siano variazioni nella forma rispetto al solito. Fai soprattutto attenzione a sporgenze a forma di noduli. Esamina anche l’aspetto della cute: attenzione a eventuali zone raggrinzite o infossate. 

Di nuovo di fronte allo specchio solleva entrambe le braccia. Verifica ulteriormente l’aspetto delle due mammelle, confrontandole. Le braccia sollevate danno anche maggiore evidenza alle caratteristiche del capezzolo. Osserva quindi il profilo delle due mammelle anche in questa posizione.  

Ultima posizione. Poniti di fronte allo specchio con le braccia sui fianchi. Gonfia il petto. Verifica anche in questa circostanza le caratteristiche delle due mammelle. In questo caso, essendo la pelle più tesa, potrai soprattutto fare attenzione a eventuali alterazioni cutanee. Verifica ancora la regolarità del profilo.

Sdraiati, ponendo un cuscino sotto alla  schiena, questo servirà a sollevare e a  rendere meglio esaminabile il seno. Alza  il braccio del lato della mammella da  esaminare, con la mano sotto la testa.  Con l’altra mano esegui la palpazione.  La palpazione segue un movimento a  spirale, dall’esterno verso l’interno, ovvero al capezzolo. Con la punta delle dita unite  premi delicatamente ma in profondità,  procedi lentamente nel movimento  rotatorio verso il capezzolo. Verifica che  non vi siano variazioni di consistenza (noduli o indurimenti). 

Ora devi controllare attentamente,  partendo dal solco sotto la mammella,  anche la zona tra il seno e l’ascella. Esegui  la manovra con il braccio sollevato e poi  anche con il braccio abbassato, magari  stando seduta. In quest’ultima posizione  è più facile riconoscere eventuali noduli in  fondo all’ascella (linfonodi).

Devi ora prendere tra le dita il capezzolo  e premere dolcemente. Verifica che  non vi siano secrezioni. Puoi verificare  ciò anche durante la pressione della  mammella. Se fuoriesce del liquido,  controlla il colore con un fazzoletto e  riferisci questo al tuo medico.

  • Irregolarità, rispetto al solito, della forma del volume  della mammella  
  • Una variazione del profilo della mammella  
  • Un’alterazione della cute: zone raggrinzite o infossate 
  • Un nodulo al seno o all’ascella  
  • Una irregolarità dell’aspetto del capezzolo (per esempio,  retroflessione: capezzolo ombelicato)  
  • Secrezioni dal capezzolo  
  • Eczemi (eruzioni cutanee) della mammella

Autoesame del seno

L’autoesame NON sostituisce la mammografia e l’ecografia. Osservare il proprio seno periodicamente e palparlo può mettere in evidenza qualche alterazione da riferire al medico di fiducia, per una valutazione e/o consiglio. Va scelto il momento di minore tensione mammaria, ovvero la settimana successiva al ciclo mestruale (o semplicemente una volta al mese se si è in menopausa o in gravidanza).

COSA OSSERVARE

Screenshot 2025-09-17 125253

Poniti davanti allo specchio, con le braccia sui fianchi. Osserva e confronta
attentamente la forma e il volume delle due mammelle e dei due capezzoli.
Potrai facilmente accorgerti che non sono perfettamente uguali, questo è
naturale. Verifica se si sviluppano delle alterazioni nel tempo.

Screenshot 2025-09-17 125253

Ora osserva attentamente anche il profilo di ciascuna mammella. Verifica che non vi siano variazioni nella forma rispetto al solito. Fai soprattutto attenzione a sporgenze a forma di noduli. Esamina anche l’aspetto della cute: attenzione a eventuali zone raggrinzite o infossate.

Screenshot 2025-09-17 125622

Di nuovo di fronte allo specchio solleva entrambe le braccia. Verifica
ulteriormente l’aspetto delle due mammelle, confrontandole. Le braccia
sollevate danno anche maggiore evidenza alle caratteristiche del
capezzolo. Osserva quindi il profilo delle due mammelle anche in questa
posizione.

Screenshot 2025-09-17 125253

Ultima posizione. Poniti di fronte allo specchio con le braccia sui fianchi.
Gonfia il petto. Verifica anche in questa circostanza le caratteristiche delle due
mammelle. In questo caso, essendo la pelle più tesa, potrai soprattutto fare
attenzione a eventuali alterazioni cutanee. Verifica ancora la regolarità del profilo.

COSA PALPARE

Screenshot 2025-09-17 125803

Sdraiati, ponendo un cuscino sotto alla schiena, questo servirà a sollevare e a
rendere meglio esaminabile il seno. Alza il braccio del lato della mammella da
esaminare, con la mano sotto la testa. Con l’altra mano esegui la palpazione.
La palpazione segue un movimento a spirale, dall’esterno verso l’interno, ovvero al capezzolo. Con la punta delle dita unite premi delicatamente ma in profondità, procedi lentamente nel movimento rotatorio verso il capezzolo. Verifica che non vi siano variazioni di consistenza (noduli o indurimenti).

Screenshot 2025-09-17 125828

Ora devi controllare attentamente, partendo dal solco sotto la mammella,
anche la zona tra il seno e l’ascella. Esegui la manovra con il braccio sollevato e poi anche con il braccio abbassato, magari stando seduta. In quest’ultima posizione è più facile riconoscere eventuali noduli in fondo all’ascella (linfonodi).

Screenshot 2025-09-17 125832

Devi ora prendere tra le dita il capezzolo e premere dolcemente. Verifica che non vi siano secrezioni. Puoi verificare ciò anche durante la pressione della mammella. Se fuoriesce del liquido, controlla il colore con un fazzoletto e riferisci questo al tuo medico.

Consulta un medico se noti uno qualsiasi di questi sintomi:

  • Una irregolarità, rispetto al solito, della forma del volume della mammella
  • Una variazione del profilo della mammella
  • Un’alterazione della cute: zone raggrinzite o infossate
  • Un nodulo al seno o all’ascella
  • Una irregolarità dell’aspetto del capezzolo (per esempio, retroflessione: capezzolo ombelicato)
  • Secrezioni dal capezzolo
  • Eczemi (eruzioni cutanee) della mammella

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