Il progetto
Razionale del progetto
Officina #Metastabile è un’iniziativa nazionale ideata da Fondazione IncontraDonna per rispondere ai bisogni reali delle donne che convivono con un tumore metastatico della mammella e nasce dalla volontà di superare il silenzio e la frammentazione informativa che da troppo tempo circondano questa condizione, ancora poco rappresentata nel dibattito pubblico e sanitario.
Nonostante i progressi della ricerca, infatti, spesso viene denunciata una mancata informazione e scarsa comunicazione: del tumore metastatico della mammella si parla, infatti, “poco e non volentieri”.
Numerose campagne di comunicazione si concentrano quindi sulla maggioranza delle donne con cancro al seno non metastatico che arrivano a guarigione e, per tale ragione, spesso le pazienti metastatiche denunciano di essere lasciate “sole” in un overload di informazioni poco chiare, confuse e non confortanti.
Obiettivi del progetto
- Promuovere consapevolezza sul tumore metastatico del seno e sui diritti delle pazienti;
- Favorire l’inclusione delle donne metastatiche nella narrazione sanitaria e sociale;
- Sostenere la coprogettazione e l’attuazione sul territorio del “PDTA dedicato al tumore metastatico della mammella”;
- Valorizzare il ruolo attivo delle Associazioni di pazienti nella definizione delle politiche sanitarie
Un laboratorio di partecipazione
Officina #Metastabile è molto più di una campagna: è un laboratorio permanente di progettazione
condivisa, dove pazienti, caregiver, professionisti sanitari e istituzioni collaborano per
costruire modelli di cura più efficaci, inclusivi e centrati sulla persona.
Attraverso eventi, indagini, tavoli di lavoro e iniziative territoriali, il progetto raccoglie testimonianze, dati e buone pratiche per trasformare l’esperienza delle pazienti in proposte concrete. Arricchisce il lavoro, infatti, una indagine di primo livello eseguita mediante interviste dirette a donne che hanno avuto esperienza di MBC (Metastatic Breast Cancer) e clinici che quotidianamente seguono questa patologia.
Un impegno che cresce ogni anno
Dopo essere stata capofila delle Associazioni che hanno portato all’istituzione nel 2020 della Giornata dedicata al Tumore al Seno Metastatico, IncontraDonna, nel 2021 ha indagato la percezione del termine “metastatico”, coniando il concetto di «metastabile».
Nel 2024, dall’evoluzione di “Sono una donna con carcinoma #metastabile” nasce «Officina #Metastabile» il progetto ideato da Fondazione IncontraDonna per la coprogettazione e l’attuazione sul territorio del “PDTA dedicato al tumore metastatico della mammella.
In Italia, infatti, il MBC non sempre viene affrontato attraverso specifici PDTA.
Edizione 2024
Responsabile Scientifico del Progetto: Prof. Andrea Botticelli
Si è partiti dall’analisi dello Status Quo attraverso due indagini condotte su centri di senologia e su pazienti con tumore metastatico del seno. I risultati, presentati in un evento presso AGENAS con la partecipazione di pazienti, caregiver, clinici, istituzioni ha evidenziato, tra l’altro, una forte discontinuità territoriale sia di creazione che di reale attuazione del PDTA dedicato.
Ci sono dunque bisogni che meritano ancora risposte e ci sono risposte che non vengono ancora ascoltate, monitorate e sistematizzate in rete:
- Percorsi ben descritti sulla carta ma con eterogeneità territoriale
- PDTA dedicati nel 18% dei centri
- 56% dei casi discusso abitualmente in incontri multidisciplinari
- Solo l’11% dei centri dedica incontri specifici a pazienti con MBC
- Necessario favorire l’accesso all’innovazione
- «Più tempo» è una richiesta significativa sia dell’utenza che dei clinici
Edizione 2025
Responsabile Scientifico del Progetto: Prof. Andrea Botticelli
Responsabili Scientifici dei Focus Group: Dr.ssa Anna Costantini, Prof. Nicola Silvestris
Officina #Metastabile prosegue il suo percorso di coprogettazione con pazienti, istituzioni, clinici per definire un PDTA nazionale uniforme, integrato e realmente centrato sulla persona, approfondendo – attraverso dati, evidenze e testimonianze dirette – i benefici di un modello dedicato capace di garantire risposte più efficaci, personalizzate e omogenee sul territorio.
Sono stati organizzati Focus Group con le pazienti, concepiti come spazi sicuri di ascolto e confronto, condotti da professionisti qualificati e focalizzati su temi cruciali come la paura della progressione, l’impatto della malattia sulla quotidianità e il valore della continuità assistenziale territoriale.
Il cuore del progetto resta la co-progettazione tra Associazioni di pazienti, Istituzioni, clinici: un passaggio fondamentale per trasformare i PDTA in strumenti realmente operativi e orientati ai bisogni delle persone.
In questa prospettiva, il 13 ottobre 2025, presso Agenas, si è tenuto un momento di confronto istituzionale e multidisciplinare che ha visto la partecipazione, tra gli altri, di: Americo Cicchetti Commissario Straordinario dell’Agenas, Lavinia Mennuni, Membro Commissione Permanente Bilancio del Senato; Beatrice Lorenzin Membro Commissione Permanente Bilancio del Senato.
Nella giornata, sono stati presentati e discussi anche i risultati dei Focus Group:
- Il 70% delle pazienti e circa la metà dei caregiver teme la progressione della malattia, un dato che evidenzia l’urgenza di rendere strutturale il supporto di psico-oncologia per pazienti e caregiver.
- La relazione di fiducia che le pazienti costruiscono nel tempo con medici e infermieri è percepita come insostituibile.
- Continuità assistenziale e cure territoriali: allo stesso tempo le donne chiedono percorsi di presa in carico che vadano oltre l’ospedale, con una rete efficiente di servizi locali, telemedicina e teleconsulto per ricevere risposte rapide a domande quotidiane che spesso non trovano spazio durante le visite
- Equità di accesso e indicatori oncologici nazionali: servono dati certi e standard comuni per garantire le stesse opportunità di cura a tutte le pazienti, indipendentemente dal territorio.
- Innovazione terapeutica e organizzativa: nuovi farmaci e tecnologie migliorano la sopravvivenza, ma devono essere accompagnati da modelli di cura centrati sulla persona e sulla qualità di vita.
Dal confronto avviato all’interno di Officina #Metastabile 2025 è maturata anche una proposta concreta sul piano istituzionale, che ha trovato una prima traduzione nella Proposta di Ordine del Giorno per favorire l’attuazione di un Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale (PDTA) dedicato al carcinoma mammario metastatico, presentata e accolta in Parlamento.
La proposta nasce dalla consapevolezza che la gestione del carcinoma mammario
metastatico richiede modelli organizzativi integrati, capaci di garantire coordinamento tra ospedale e territorio e una presa in carico più appropriata e omogenea, anche attraverso il monitoraggio della qualità di vita e una maggiore equità nell’accesso alle cure.
A dimostrazione dell’azione sinergica e cross progettuale che caratterizza l’impegno di
IncontraDonna, questo punto rientrerà naturalmente tra le azioni de Il Manifesto 2026.
Edizione 2026
Responsabile Scientifico del Progetto: Prof. Andrea Botticelli
Responsabili Scientifici dei Focus Group: Dr.ssa Anna Costantini, Prof.ssa Silvia Migliaccio
Officina #Metastabile prosegue il suo percorso di ascolto attivo dei bisogni delle
pazienti metastatiche e di coprogettazione con pazienti, istituzioni, clinici per definire un PDTA nazionale uniforme, integrato e realmente centrato sulla persona. Caratterizzano la terza edizione del progetto due nuovi Focus Group per l’aggiornamento e mappatura dei bisogni
prioritari espressi dalle pazienti con tumore al seno metastatico:
- Trial clinici: il punto di vista delle pazienti
- Il ruolo della nutrizione clinica nel percorso di cura
Il 13 ottobre 2026 presso AGENAS, saranno presentati e discussi i risultati dei Focus Group da una platea di esperti, rappresentanti delle Istituzioni e pazienti.
Inoltre, anche in questa nuova edizione, verrà data evidenza, con esempi concreti,
dell’importanza della coprogettazione e di come il ruolo delle Associazioni possa conferire valore in termini di efficacia alla creazione e attuazione dei PDTA e in particolar modo di quello dedicato.
APPROFONDIMENTI SUL TUMORE METASTATICO DELLA MAMMELLA
Il tumore della mammella in fase metastatica identifica una condizione in cui il tumore, originato dalla mammella, si è diffuso attraverso i vasi linfatici e sanguigni in altre parti del corpo: si parla anche di tumore “in fase avanzata” o di tumore “stadio IV”.
Che cosa sono le metastasi?
Le metastasi sono aggregati di cellule tumorali che acquisiscono la capacità di migrare dal tumore primitivo insorto in un determinato organo e di moltiplicarsi a distanza, senza rispondere ai meccanismi di controllo dell’organismo.
Solo le cellule dei tumori maligni, e non quelle dei tumori benigni, sono in grado di metastatizzare.
Anche se potenzialmente un tumore maligno può formare metastasi in tutti gli organi, alcuni tipi di cancro tendono a dare metastasi in sedi specifiche. Per esempio, il tumore della mammella può metastatizzare principalmente nei linfonodi, nelle ossa, nei polmoni, nel fegato e nel cervello. La sede delle metastasi è influenzata dalla facilità con cui le cellule tumorali possono raggiungerla e dalla presenza di molecole che ne favoriscono l’attecchimento e la proliferazione.
Si parla di tumore metastatico del seno quando le cellule che costituiscono le metastasi derivano da un iniziale tumore della mammella; nella maggior parte dei casi queste cellule presentano le stesse caratteristiche del tumore primitivo mammario, ma in alcuni casi potrebbero sviluppare delle caratteristiche differenti, per questo motivo quando è possibile si dovrebbe eseguire una biopsia di una sede metastatica per definire le migliori strategie di trattamento.
Qualche dato
- In Italia circa 37.000 pazienti vivono con carcinoma mammario metastatico
- Il 6-7% dei casi si presentano metastatici già alla diagnosi (circa 3.900 casi l’anno di neoplasia al seno)
Grazie ai progressi diagnostico-terapeutici, alla disponibilità di nuovi farmaci antitumorali e all’integrazione delle terapie sistemiche (che interessano cioè tutto l’organismo) con le terapie locali, ad oggi, la malattia metastatica è non guaribile ma sicuramente curabile. Le terapie mirate di ultima generazione sono in grado di controllare, rallentare o cronicizzare la progressione della malattia, con un incremento della prospettiva di vita.
Differenti tipi di tumore
Il tumore al seno è diverso in ogni persona. L’indagine necessaria per definire la tipologia di tumore è la biopsia, ossia il prelievo di un frammento di tessuto tumorale dalla sede primitiva, in questo caso il seno, o dalle metastasi (organi a distanza). In base all’espressione di specifiche proteine presenti sulla superficie delle cellule, il tumore può essere suddiviso in diversi sottotipi e la scelta del trattamento si basa principalmente su alcuni parametri biologici del tumore.
Esistono:
- Tumori recettori ormonali positivi, detti anche tumori luminali o ormonoresponsivi (indicati con la sigla HR+): le cellule tumorali esprimono i recettori per gli ormoni sessuali femminili quali estrogeno (ER) e progesterone (PgR), si “nutrono” quindi dei suddetti ormoni per crescere. Il tumore luminale può esprimere o solo uno o entrambi i recettori per gli ormoni sessuali femminili, pertanto ne basta uno per essere definito tale.
- Tumori HER2 positivi (indicati con la sigla HER2+): esprimono elevati livelli del recettore HER2, una proteina che normalmente è coinvolta nella crescita delle cellule che, in questi casi, “nutre” le cellule tumorali. Questi tipi di tumore possono sia esprimere i recettori degli ormoni sessuali estrogeno e progesterone, ed essere quindi definiti tumori HER2+ e HR+ (ovvero luminali), oppure possono non esprimere i recettori degli ormoni sessuali e quindi essere definiti tumori HER2 + e HR- (ovvero non luminali).
- Tumori Triplo Negativi (spesso indicato con la sigla TNBC): diversi tipi di tumore appartengono a questa categoria e sono tutti caratterizzati dall’espressione ridottissima o del tutto assente delle proteine ER, PgR ed HER2 nelle cellule tumorali. Questo tipo di tumori sfrutta quindi altre modalità di proliferazione. Si stima che il 10-15% dei casi di tumore al seno sia triplo negativo.
Le terapie
Come anticipato, il tumore metastatico del seno è oggi una patologia ancora non guaribile, perché le metastasi tendono a ripresentarsi, ma è curabile. La malattia può essere, infatti, controllata con i farmaci, ritardata, cronicizzata e in alcuni casi può temporaneamente scomparire aumentando la prospettiva di vita delle pazienti e riducendo quindi i sintomi, migliorando la qualità della vita. La ricerca è in continua evoluzione e le terapie sono oggi sempre più personalizzate ed efficaci. Le pazienti con tumore metastatico del seno possono, infatti, rispetto al passato, convivere con la patologia per molti anni.
Le terapie di seguito elencate vengono definite terapie farmacologiche sistemiche in quanto interessano tutto l’organismo e vengono somministrate per via orale, sottocutanea, intramuscolare ed endovenosa. Le cure hanno come obiettivo di impedire la proliferazione delle cellule tumorali in altri organi e di ridurre le masse metastatiche. La scelta della terapia, o delle terapie, dipende da numerosi fattori: l’esito della biopsia, le terapie precedenti e lo stato di salute psicofisico della paziente.
- Chemioterapia: esistono molteplici tipologie di chemioterapici che vengono scelti in base alla tipologia di tumore al seno e alle condizioni cliniche della paziente. In alcuni casi i chemioterapici sono somministrati singolarmente (monochemioterapia), in altri casi vengono somministrati in combinazione (polichemioterapia). La chemioterapia viene normalmente eseguita a cicli intervallati da periodi di pausa, la somministrazione può avvenire per via endovenosa (per infusione) o per via orale;
- Ormonoterapia o terapia endocrina: in alcuni casi di tumori della mammella ormonoresponsivi (HR+), le cui cellule esprimono i recettori per estrogeno (ER) e/o progesterone (PgR), può essere proposto un trattamento endocrino, consistente sia in compresse (es. inibitori delle aromatasi) che in iniezioni;
- Terapie a bersaglio molecolare (target therapy), anche conosciute con il nome di terapie mirate e terapie biologiche, così chiamate in quanto permettono di intervenire su specifiche proteine espresse dal tumore non intaccando, al contrario della chemioterapia, le cellule sane. Queste terapie sono solitamente costituite da anticorpi monoclonali rivolti contro le seguenti proteine: proteina HER2, proteine chinasi ciclina-dipendenti (CDK), proteina mTOR, il fattore di crescita dell’endotelio vascolare (VEGF – che blocca la formazione di vasi sanguigni nel tumore e quindi il nutrimento dello stesso), le proteine PARP (i farmaci che inibiscono le proteine PARP sono particolarmente efficaci nelle donne con tumore metastatico con mutazione dei geni BRCA1 o BRCA2), proteina Trop-2. Oggi i bersagli, quindi le mutazioni, possono essere ricercate anche sulla biopsia liquida, cioè con un prelievo di sangue in cui si identificano mutazioni come quelle di ESR1, la cui presenza indica resistenza al trattamento ormonoterapico. Circa il 40% di tutti i tumori ER+/HER2- avanzato o metastatico presentano delle mutazioni del ESR1; per questo sottogruppo di casi, sono state messe a punto nuove terapie target.
Nel contesto delle terapie a bersaglio molecolare una nuova arma terapeutica è rappresentata dagli ADC. Gli ADC (Anticorpi Farmacoconiugati) sono farmaci che combinano un anticorpo con un farmaco chemioterapico. Si comportano come un cavallo di Troia, infatti l’anticorpo si lega specificamente alle cellule tumorali, permettendo alla chemioterapia di essere liberata solo nelle cellule tumorali colpendole in modo mirato senza danneggiare troppo le cellule sane;
- Immunoterapia: questa terapia stimola il sistema immunitario del paziente e lo educa a riconoscere le cellule tumorali e a distruggerle. Di recente questo tipo di trattamento può essere proposto in caso di tumore della mammella triplo negativo sia in fase metastatica che nella patologia localmente avanzata (trattamento neoadiuvante/adiuvante).
Alle terapie farmacologiche sistemiche elencate possono essere associate altre strategie terapeutiche:
- Terapie locali: si tratta di terapie che hanno come obiettivo il controllo locale della malattia, rientrano in questa categoria di trattamenti la radioterapia e la chirurgia. La prima può essere impiegata per trattare il dolore provocato da metastasi ossee e in alcuni casi anche per prevenire o trattare le fratture ossee. La radioterapia è anche indicata nel trattamento delle metastasi cerebrali. La chirurgia nell’ambito di una malattia metastatica ha una limitata applicazione: si interviene chirurgicamente per eliminare il tessuto tumorale o le metastasi che provocano dolore, ulcerazione, sanguinamento al paziente o che impediscono agli organi di funzionare correttamente;
- Terapie palliative: rappresentano le cure volte ad alleviare i sintomi fisici e psicologici associati alla malattia e al suo decorso per garantire la migliore qualità della vita del paziente, della famiglia e delle persone vicine. Il personale sanitario coinvolto (medici, infermieri, OSS, psicologici, terapisti occupazionali, fisioterapisti) ma anche professionisti del mondo spirituale, legale e sociale hanno come obiettivo quello di dare sollievo al paziente in primis e alle persone vicine in un’ottica olistica e multidisciplinare.
Studi clinici
Gli studi clinici sono delle ricerche condotte da Università, aziende farmaceutiche o istituti di ricerca volte a indagare nuove terapie o nuovi utilizzi di trattamenti già esistenti. È possibile partecipare a uno studio clinico ma è importante essere consapevoli di tutto ciò che comporta la partecipazione allo stesso.
Anzitutto, il medico deve verificare se si è idonei allo studio sulla base di determinati criteri che vengono chiamati criteri di inclusione e di esclusione, quali: l’età, il sesso, il tipo di patologia, il suo stadio e anche valutazioni di altre condizioni mediche e psicologiche. Solo successivamente si potrà prendere parte allo studio e avere quindi accesso a un trattamento che altrimenti non sarebbe disponibile.
Nel sito dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) è possibile cercare gli studi clinici in Italia in base alla propria patologia. Di seguito il link: Studi Clinici – AIOM
Destinatari
GUIDA TUMORE METASTATICO DELLA MAMMELLA ER+, HER2-.pdf
Dimensione: 7,42 MB
Data di pubblicazione: 03/11/25
COMUNICATO STAMPA METASTABILE 2025.pdf
Dimensione: 203,00 KB
Data di pubblicazione: 13/10/25
Anna_Costantini_Paura della progressione della malattia_ 131025.pdf
Dimensione: 656,08 KB
Data di pubblicazione: 14/10/25
Manuela_Tamburo De Bella_Il valore della co-progettazione_131025.pdf
Dimensione: 2,75 MB
Data di pubblicazione: 14/10/25
Nicola_Silvestris_Importanza della continuita assistenziale sul territorio per una migliore qualita di vita_ 131025.pdf
Dimensione: 326,11 KB
Data di pubblicazione: 14/10/25
Edizioni del progetto

Officina Metastabile - 2ª Edizione
Officina #Metastabile: al via la 2ª edizione del progetto di IncontraDonna per il PDTA del tumore al seno metastatico.
Patient Advocacy, Sensibilizzazione collettività
Officina #Metastabile
Dal 13/10/2025 al 13/10/2025
Dalle 09:15 alle 13:00
Con il contributo non condizionante di

Officina #Metastabile - 3ª Edizione
Officina #Metastabile: al via la 3ª edizione del progetto di IncontraDonna per il PDTA del tumore al seno metastatico.
Patient Advocacy, Sensibilizzazione collettività
Officina #Metastabile
Dal 13/10/2026 al 13/10/2026
Dalle 09:00 alle 14:00
Con il contributo non condizionante di


