{gallery}documenti/europadonna2015/sunday/Karen-Benn-Declaration{/gallery}
Categoria: Archivio
Slovenia BHD highlights
{gallery}documenti/europadonna2015/sunday/Slovenia-BHD{/gallery}

OLTRE IL TUMORE… PRENDERSI CURA DEL CORPO CHE CAMBIA
Dott. Annalisa Beatini
Specialista in Chirurgia Generale, Diploma Scuola Internazionale di Medicina Estetica Fatebenefratelli di Roma, Master in Tricologia e Master in Dermochirurgia
Mail: annalisabeatini@libero.it

Il modo in cui il cancro entra nella tua vita è sempre improvviso, indiscreto e travolgente. In un attimo cambiano lo scenario, i tuoi orizzonti, le priorità.
Inizia la serie di accertamenti, che ti scavano un buco dentro, pieno di ansia. Ansia placata solo dalla speranza di ritrovarti messa non poi così male, di poter far subito l’intervento, di avere il linfonodo sentinella negativo, di “ desiderare” di fare la chemio adiuvante, e anche la radioterapia.
Ti devi far venire la forza dentro di affrontare tutto ciò. E di forza ce ne vuole tanta. Ti trovi cambiata. I farmaci non solo ti danno nausea, affaticamento, ritenzione idrica. Hai perso i tuoi capelli, che shock. Sì, la parrucca è bella, non se ne accorge quasi nessuno, ma, senza sopracciglia, il tuo volto già pallido e cereo, ha il marchio del malato di cancro. E in questo pallore, le tue gote si accendono improvvisamente di un rosso fuoco che ti brucia la pelle. Accidenti a tutto quel cortisone che hai dovuto fare.
Il tumore si prova letteralmente sulla propria pelle. Le terapie oncologiche necessarie alla cura della neoplasia, agiscono anche sulla cute e sugli annessi cutanei. Queste lesioni peggiorano lo stato emotivo delle pazienti, che oltre ad avere il problema “dentro“ hanno anche una modificazione della propria immagine corporea.
Questo problema per molto tempo è stato lasciato da parte, quasi non considerato, poiché il nemico principale da combattere è sempre stato il tumore. Le stesse pazienti avevano quasi timore a chiedere consigli e cure per i cosiddetti “danni collaterali”, da fuoco amico. Con l’approccio terapeutico multidisciplinare e con la presa in carico globale del paziente, nelle equipe sono finalmente comparse figure, come il medico estetico, che aiutano le pazienti a prendersi cura del corpo che cambia.
Essere aiutate da professionisti a riparare i danni cutanei derivati dalla chemioterapia, dalla target therapy e dalla radioterapia, può essere un supporto di grande importanza, così come affrontare o superare il disagio della perdita dei capelli e delle alterazioni ungueali o poter migliorare il colorito e la qualità della pelle grazie a un trattamento cosmetico personalizzato.
Esiste poi un tipo di trucco medico correttivo (realizzato con ciprie, correttori, creme colorate scelte sulla base del colore della pelle) chiamato camouflage, che, diversamente dal trucco cosmetico che esalta particolari del volto, è impiegato per nascondere, per neutralizzare inestetismi evidenti, che possono essere un grave disagio per la comune vita di relazione.
La tecnica del Camouflage si basa sul principio della complementarietà dei colori.

Secondo questo principio, l’intensita’ di un colore si attenua quando gli viene aggiunto il suo opposto. Vengono quindi abbinati colori complementari o opposti al fine di annullare un effetto cromatico indesiderato.
I cosmetici impiegati nel camouflage contengono pigmenti molto coprenti perché devono mascherare l’inestetismo, assicurare una resistenza sulla pelle di almeno 24 ore, essere resistenti all’acqua e contenere un filtro solare. Devono poi essere ipoallergenici, preferibilmente privi di profumi e conservanti e, ovviamente, mantenere i requisiti tipici dei cosmetici tradizionali.
Le pazienti possono eseguire la prima volta con il medico o con il personale sanitario addetto per poterlo riprodurre in autonomia a casa.
In questo tutto ciò c’è un plus valore per il medico estetico che , non solo deve conoscere bene il procedimento , ma ha il dovere-piacere di trasmettere il saper fare questi gesti alla paziente, in modo che diventino per lei una semplice metodica da eseguire abitualmente e autonomamente, in qualsiasi momento.
Passiamo a descrivere praticamente le fasi del Camouflage:
- Detersione della cute
- Idratazione
- Neutralizzazione della discromia
- Applicazione del fondotinta
- Fissaggio con cipria e acqua vaporizzata
Spieghiamo ora più dettagliatamente le varie fasi
Detersione della cute: utilizzare un detergente delicato come un latte o un’acqua micellare, per non aggredire una cute in sofferenza. Risciacquare bene e tamponare
Idratazione: durante le terapie oncologiche la cute tende a perdere il suo contenuto in acqua, quindi è bene prestare particolare attenzione a questa fase, rispettando la regola di scegliere una crema o una emulsione più o meno ricca in base al biotipo cutaneo. Ricordando anche che una crema troppo grassa farà scivolare qualsiasi trucco posto sopra di essa, così come con una crema troppo povera in eccipienti la pelle apparirà quasi screpolata e squamata, con irregolarità della superficie.
Scelta e apposizione del pigmento: rispettando la regola che della complementatietà dei colori, sceglieremo il pigmento opposto al colore che dovremo neutralizzare. Ad esempio, se devo coprire un inestetismo rosso dovrò scegliere il colore verde. Il pigmento va prima messo con una spatolina sul dito indice e poi scaldato e massaggiato fra indice e pollice, quindi picchiettato sulla cute in quantità non abbondante e sfumato sempre con le dita o con apposita spugnetta in lattice. Una volta coperti tutti gli inestetismi con l’apposito pigmento si passa alla fase successiva.
Applicazione del fondotinta: è importante scegliere una nuance di colore simile alla propria pelle e la texture in base all’importanza del difetto da coprire. Il fondotinta fluido è più leggero, adatto nei casi di inestetismi meno evidenti e solo per il viso. Quello compatto o in stick è più ricco di pigmenti adatto nei casi di inestetismi più severi, applicabile sul viso e sul corpo.
Fissaggio con cipria e acqua vaporizzata: l’ultima fase è molto importante, infatti è necessario fissare il trucco prima con una cipria trasparente o multicolor ( che risulta comunque trasparente sulla parte applicata ) e poi fissare il tutto con una spruzzata di acqua vaporizzata a circa 10 cm dal volto. Tutto ciò assicura una perfetta tenuta del trucco per tutta la giornata.
E’ bene ricordare che prima di andare a letto è necessario rimuovere il trucco con detergenti idonei ( vedi detersione della cute ) e applicare la crema da notte.
In conclusione, il Camouflage deve essere una metodica che il medico estetico deve insegnare alle pazienti oncologiche. E’ un’arma in più per affrontare la malattia a testa alta e a viso scoperto…… e che bel viso!!!!!!!
Possiamo mostrarvi alcuni casi di pazienti trattate:

Paziente con eritrosi e couperose da terapia cortisonica

Camouflage di una cicatrice da Port sottocutaneo

Camouflage comparativo della mano sinistra in pigmentazioni da Target Therapy
Agnes Buzyn_- 10 years of Cancer Control Plans in France_Breast cancers
{gallery}documenti/europadonna2015/saturday/Agnes-Buzyn{/gallery}

La nostra Flaminia alla PanEuropean Conference di Europa Donna Parigi 2015!
IncontraDonna si confronta con l’Europa e va a conoscere lo stato dell’arte delle Linee Guida in Senologia, si confronta con oltre 40 paesi Europei e panEuropei. Una conoscenza approfondita per sostenere il diritto di diagnosi e di cura per ciascuna donna, e il supporto nella malattia oncologica del tumore del seno.
Flaminia Fegarotti di IncontraDonna onlus è stata il nostro inviato a Parigi dal 14 al 16 ottobre 2015 e ci racconta come la Comunità Europea sta affrontando l’accesso alle cure per il tumore del seno.

Europa Donna: 12esima Conferenza PanEuropea
European Breast Cancer Advocacy
Tempo di Agire per Pari Opportunità delle Cure
La mia esperienza alla conferenza parigina è stata entusiasmante, sia da un punto di vista informativo che da un punto di vista umano.
Eravamo circa 240 partecipanti e gli argomenti approfonditi dai relatori erano vari. Di seguito una sintesi di quelli che ho ritenuto più interessanti.
1 – La prospettiva della Comunità Europea sull’accesso alle cure per il tumore al seno in Europa
La Comunità Europea sta lavorando affinché le donne ammalate di tumore al seno possano accedere presso centri pubblici, specializzati in senologia (BREAST UNITS) e ricevere tutte le cure necessarie. Questo processo parte dalla diagnosi e arriva alla cura (non solo farmacologica ma anche psicologica e di benessere generale). Infatti per definizione una Breast Unit dovrebbe avere uno staff multidisciplinare, i cui membri comunicano tra di loro e prendono decisioni “su misura” per ogni paziente.
Gli studi rivelano che le percentuali di sopravvivenza sono nettamente maggiori nelle donne curate nelle Breast Units (che curano un numero elevato di donne, minimo 150 all’anno), rispetto a quelle curate in ospedali e strutture polivalenti, non specializzate nel tumore alla mammella.
Purtroppo ad oggi in Europa vi sono delle discrepanze enormi tra le diverse nazioni, tra le regioni delle nazioni (regioni urbane vs regioni rurali) e addirittura tra zone di una stessa città, talvolta anche solo nel processo di screening, per non parlare delle Breast Units. L’obiettivo del Parlamento Europeo (e auspicabilmente di ogni nazione) è quello di implementare delle Breast Units per dare accesso a tutte le donne, in maniera paritaria. La vetta è ancora lontana ma il cammino lungo il sentiero è decisamente in corso.
Il commento di IncontraDonna: in Italia è stato presentato a dicembre 2014 dal Ministro Lorenzin il documento sulle Unità di Senologia (Breast Units) elaborato da una commissione che per 2 anni ha lavorato alle Linee Guida. Il nostro Presidente Adriana Bonifacino ha fatto parte di questa commissione che ha elaborato il documento, e attualmente si è costituito un altro organo istituzionale tra ministero della Salute, conferenza Stato Regioni e AGENAS per applicazione a livello regionale delle Linee Guida e rispettare gli indicatori di qualità proposti. Anche a questo tavolo di importanza nazionale è stata chiamata la nostra Presidente Bonifacino. Il Lazio è la prima Regione ad aver fatto proprio questo documento grazie al Direttore Generale Dr.ssa Flori Degrassi. Sono state individuati 15 centri di eccellenza per la diagnosi e cura del tumore del seno ed è stato anche formulato un documento a firma della regione Lazio per il quale si diffida ad eseguire interventi chirurgici per carcinoma della mammella, gli ospedali che non sono inseriti nei 15 centri individuati. Siamo petanto in linea in Italia e nel Lazio con la normativa europea che prevedeva la istituzione delle Breast Units entro il 2016 (risoluzione di Strasburgo).
2 – Ricerca e Medicina Personalizzata
La tendenza nei diversi paesi europei è cercare di curare ogni paziente in maniera “personalizzata”. Certamente esistono dei protocolli e delle linee guida ma dato che ogni tipo di tumore è diverso e ogni donna è diversa, per quanto possibile, si cerca di fare un “abito su misura” anziché uno preconfezionato che può andare bene per tutti (tailored therapy). Questo può essere fatto analizzando la composizione molecolare del tumore e facendo un “biopsia liquida”, ossia analizzando alcuni biomarcatori nel sangue periferico (prelievo venoso) in centri di ricerca. La chemioterapia deve essere valutata accuratamente e i benefici devono essere maggiori della tossicità. Solo in alcuni casi di tumore, e in centri molto specializzati, il cocktail farmacologico potrebbe essere iniettato direttamente sottocute.
Il commento di IncontraDonna:in Italia tutto questo è già realtà. Abbiamo una delle migliori sanità pubbliche al mondo, con una disponibilità di farmaci incredibile. E’ importante un messaggio come quello del Ministro Lorenzin di tagliare esami inutili che comportano costi enormi al scopo di salvaguardare la sostenibilità economica delle cure che costano svariate decine di migliaia di euro per ciascun paziente e per le quali abbiamo ancora la possibilità del completamente gratuito. Non è così nella maggior parte degli altri paesi; in Inghilterra ad esempio se un paziente vuole essere visitato per una problema oncologico, non può scegliere l’ospedale ma deve rivolgersi a quello di zona. Se vuole scegliere un diverso ospedale dovrà pagare la visita. Cerchiamo pertanto di fare un buon uso delle indagini e delle risorse pubbliche.
3 – Tendenze nella Cura del Tumore della Mammella Metastatico
La relazione su questo argomento verteva su cure innovative (ma non essendo un medico purtroppo non sono stata in grado di coglierne la specificità) ma un messaggio importante è passato: le donne affette da questa patologia hanno il diritto di ricevere le cure (o come minimo il coordinamento delle cure) all’interno della stessa struttura.
Il commento di IncontraDonna: non c’è alcun dubbio che la presa incarico della paziente affetta da un tumore della mammella debba essere onnicomprensiva. Pertanto se una donna dovesse presentare un problema di metastasi a distanza (sono una percentuale certamente quasi irrisoria rispetto ai grandi numeri che coinvolgono le donne per il tumore del seno), dovrà necessariamente essere lo stesso centro a seguire per gli accertamenti e le cure la donna, a meno che nn sia la stessa paziente ad operare una diversa scelta.
4 – Mutazioni Genetiche
Le donne portatrici di mutazione genetica BRCa 1 e BRCa 2 devono sottoporsi a controlli ravvicinati e complementari, valutando l’asportazione del seno e delle ovaie a seconda dell’età, della familiarità e di altri fattori importanti. Purtroppo la diagnostica (ecografia transvaginale per le ovaie) e la mammografia, per le portatrici di mutazione non sono indagini sufficienti. Le Linee Guida prevedono l’utilizzo di ecografia e Risopnanza Magnetica (RM) secondo protocolli ben definiti. In Francia consigliano l’asportazione delle ovaie a 40 anni per le portatrici di BRCa 1 e a 50 per le BRCa 2. Si è parlato anche di un’asportazione parziale delle ovaie e delle tube di Falloppio.
Il commento di IncontraDonna: anche per la genetica del tumore del seno e dell’ovaio l’Italia si pone ai primi posti in Europa per ricerca e per assistenza alle donne e uomini con mutazione BRCa1 e 2. Una sicura problematica riguarda le risorse che vengono investite in questo campo dalle diverse Regioni. Il numero di test necessari sono di gran lunga superiori a quelli che ciascuna Regione mette a disposizione nei budget dei centri di genetica, creando una disparità fra donne residenti in diverse città e Regioni, non offrendo a tutte le donne sospette per mutazione la possibilità della diagnosi. E’ molto importante però sottolineare che alla base di tutto ci deve necessariamente essere una consulenza genetica che vada a selezionare gli individui che necessitano e possono giovarsi del test. Un test di massa non solo non è utile ma può essere dannoso anche sotto il solo profilo psicologico. Facciamo notare poi, come nei portatori sani delle mutazioni da BRCa1 e 2 non vi sia una agevolazione per la esenzione dal ticket da tutte le indagini che annualmente devono essere effettuate. Solo in Emilia Romagna esiste un codice dedicato di esenzione nel caso di mutazione genetiche accertate; insostenibile discriminazione per la quale dobbiamo continuare a richiedere intervento delle Regioni.
5 – Pianificazioni per la sopravvivenza
Nel Regno Unito e anche in altri paesi europei esistono dei centri riabilitativi e di supporto per le donne che hanno affrontato il percorso di cura del tumore alla mammella. Nello specifico si è parlato di psiconcologia, gruppi di ascolto, terapie alternative, massaggi, fisioterapia, trattamenti per il linfedema, attività fisica, informazioni e consigli per la nutrizione, come gestire l’ansia ed alcune altre cose. Alla base c’è la filosofia del QUI e ORA, l’importanza del momento presente, suffragata da una vignetta: Winnie the Pooh: “Che giorno è oggi?” Piglet: “E’ oggi” Winnie the Pooh: “Ah, il mio giorno preferito!”
Il commento di IncontraDonna:Le associazioni di settore in Italia collaborano a stretto braccio con le istituzioni. E’ molto importante a nostro avviso, però, che non vi siano campagne di sensibilizzazione, progetti di supporto durante e dopo le cure, svincolati dalle Istituzioni. Per intenderci non possiamo come associazioni a nostro avviso parlare di salute se non siamo sotto l’ombrello del Ministero della salute e della Regione. I progetti delle associazioni devono essere condivisi e approvati perché riguardano la salute pubblica.
6 – La Lotta contro il Tumore al Seno alla Comunità Europea
Il direttivo di Europa Donna Europa sta svolgendo una campagna di sensibilizzazione presso i parlamentari europei per i diritti delle donne con il tumore la seno. Nello specifico Europa Donna è stata in grado di fare sottoscrivere a 10 parlamentari (è questo il numero minimo) la dichiarazione dei diritti. Cos’è questa dichiarazione? In maniera semplice, è una sorta di promessa di far passare l’approvazione per lo stanziamento di fondi per l’implementazione di Breast Units in Europa per dare accesso alle cure migliori a tutte le donne.
In verità era già stata approvata una dichiarazione analoga nel 2006 con la promessa di fondi entro 10 anni…ossia entro il 2016. Dato che questa promessa è stata mantenuta in maniera solo marginale, ora è il momento di affrontare l’argomento nuovamente. Noi abbiamo il diritto democratico di sottoporre le varie problematiche da risolvere alla Comunità Europea e dobbiamo continuare ad insistere. Naturalmente ci sono molte difficoltà da superare ma questo deve essere visto come una sfida. Un esempio concreto è il fatto che i parlamentari cambiano nel corso di 10 anni perciò quelli nuovi devono essere aggiornati, informati e “corteggiati”. La dichiarazione che Europa Donna ha stilato doveva essere di solo 200 parole ma contenere le richieste in modo chiaro e “accattivante”. Il risultato c’è stato: è stata sottoscritta da 10 parlamentari e può ora essere messa in agenda al Parlamento Europeo.
Il commento di IncontraDonna: questa descritta è esattamente una azione di lobby positiva e propositiva. E’ questo il ruolo di Europa Donna ufficio europeo, sensibilizzare le istituzioni e far approvare emendamenti che favoriscano in tutti i Paesi Membri europei la equità di accesso alla diagnosi e alle cure, e la istituzione delle Breast Units come luoghi di alta specializzazione. Nel nostro piccolo, in Italia, dobbiamo lavorare in questa direzione presso le nostre istituzioni locali nazionali e regionali. “Dare Voce alle Donne!!!”
Sono stata onorata di aver rappresentato IncontraDonna in questa occasione e spero che questo resoconto possa servire da spunto per ulteriori nostre iniziative a salvaguardia della salute di tutte le Donne
Flaminia Fegarotti Parigi, ottobre 2015
Chiusura Ottobre Rosa
“E’ sempre ottobre per ricordarsi della prevenzione e di buona salute!”
Questo dovrebbe essere il nostro motto.
Il mese di ottobre ormai da molti anni ci ricorda di dedicare del tempo a noi stesse e alla nostra salute; ma come donne, compagne, mogli, madri, figlie dovremmo ricordarci un pò più spesso di noi stesse. E solo stando bene noi, spesso facciamo star bene anche chi vive intorno a noi nella famiglia, nel lavoro, nelle amicizie.
Comunque ottobre è finito e si sono spenti i riflettori sul Frecciarosa di IncontraDonna e sulla giornata del 31 ottobre che abbiamo voluto dedicare grazie alla disponibilità della Università del Foro Italico, a tutte le donne della Regione Lazio e non solo. Con maestria la dr.ssa Flori Degrassi, il Dr. Lorenzo Sommella, la giornalista Daniela Vergara e l’Avv. Daniela Rodorigo hanno condotto una mattinata che ha spaziato dalle innovazioni diagnostiche e terapeutiche nel tumore della mammella, al prendersi cura di sè durante e dopo le terapie oncologiche attraverso il teatro, il trucco, l’attività sportiva e la sana alimentazione.
Ospiti di tutto riguardo, di fama nazionale e internazionale si sono alternati sul prestigioso palco della Sala Rossa del Foro Italico in un clima sdrammatizzante e a tratti direi allegro e fatto di complicità fra donne, molte delle quali a rappresentanza di molte associazioni del territorio nazionale (IncontraDonna, ANDOS, Pink Butterfly, AIRC).
Il tutto, è il caso di dirlo, “condito” da un sapiente chef Alessandro Circiello che con le Aziende GRAINS (NutraOil), Syrtis, CiaoBio, ci ha offerto un lunch Bio gustosissimo e nuovo, apprezzato da tutti i presenti.
E per la bellezza? con ArtEstetica e BioNike un aiuto a poter guardare il durante e dopo con fiducia.
Volersi bene viene al primo posto, sempre, anche quando gli eventi sembrano accanirsi sfavorevolmente su di noi e la malattia ci fa paura, mette in discussione tutta la nostra vita e ci fa sembrare che tutto sia irrimediabilmente dipinto di nero.
La storia delle nostre donne ci dimostra che non è così e che nella stragrande maggioranza dei casi il tumore del seno rimane dietro di noi; certamente una ferita indelebile dell’anima, ma che si può superare; nel caso di IncontraDonna ha fatto incontrare tra loro persone meravigliose che hanno recuperato grandi energie e ora la mettono a disposizione delle amiche che ne hanno bisogno.
Grazie a tutti coloro che attivamente hanno partecipato e sostenuto IncontraDonna nell’Ottobre Rosa 2015!
Adriana Bonifacino
Presidente di IncontraDonna onlus
Servizio della web tv Medicina e Informazione sull’Ottobre Rosa
La quinta edizione del FRECCIAROSA ha portato la prevenzione a BARI – FOTO
{gallery}galleria/frecciarosa2015-bari{/gallery}
I testimonial compagni di viaggio di Frecciarosa per IncontraDonna
Massimo Giletti, Mara Venier, Antonio Polito, Fabio Quagliarella, Giorgio Pacifici, Daniele Padelli
{gallery}galleria/testimonials-freccia-2015{/gallery}
L’APPROCCIO OSTEOPATICO: IL TEMPO COME ELEMENTO TERAPEUTICO
di Caterina Buonomini D.O.
Osteopata Fisioterapista Preparatore atletico

Il seno, nella cultura occidentale, è emblema simbolico di femminilità nella doppia accezione di donna come madre che nutre e accudisce e di donna sexy che attrae e concupisce.
Ci sono donne che, ancora giovani, si sottopongono a interventi di mastoplastica, per aumentare o diminuire il volume del seno. Nella cultura mitologica l’asportazione della mammella destra, nelle Amazzoni, era appropriazione dell’aggressività maschile.
Ci sono, però, anche donne che sono costrette all’asportazione parziale o totale del seno, a causa di un tumore. Ed è di loro, che dobbiamo occuparci, per curare il trauma fisico e quello psicologico derivante da questo intervento chirurgico il quale, però, almeno negli ultimi anni, permette di continuare a vivere in piena salute. La moderna chirurgia consente infatti di sottoporsi a interventi meno invasivi rispetto al passato e molto più mirati (obiettivo è ottimizzare gli interventi salvaguardando il tessuto mammario sano); inoltre, oggi, si effettua una riabilitazione precoce, fondamentale per rendere la situazione molto più sostenibile, sentendosi accudite e protette.
Sappiamo quali sono le conseguenze di una mastectomia o quadrantectomia con dissezione ascellare, è quindi auspicabile che la paziente venga seguita e guidata da subito, perché la tempistica è un elemento fondamentale, nel suo percorso riabilitativo, che va dai consigli sul tipo di idratazione con creme emollienti e creme per il cheloide, al controllo del processo di guarigione della ferita chirurgica per evitare retrazioni e/o cheloidi, alla precoce mobilizzazione dell’arto interessato, al drenaggio linfatico per aiutare la formazione di canali linfatici collaterali, all’utilizzo di creme solari con protezione 50+, agli esercizi per evitare che cicatrice o eventuali dolori possano modificare la postura della paziente.
Il trattamento manipolativo osteopatico (OMT), associato al normale drenaggio linfatico e alla mobilizzazione dell’arto superiore, permette di ridurre l’edema presente in minor tempo(1): solo otto/dieci sedute di trattamento osteopatico possono amplificare notevolmente gli effetti della tradizionale riabilitazione del linfedema(2), alla quale, chiaramente, si aggiunge un netto miglioramento della qualità di vita della paziente, accelerando il processo di benessere personale fisico e psicologico.
La brevità del percorso terapeutico, sempre ma soprattutto in questo caso, è essa stessa efficacia ed elemento di accettazione e riscoperta della vita.
(1) http://www.chinesis.org/joomla/images/DECENNALE_OSTEO/Abstract/Ratti.pdf
(2) http://www.osteopatianews.net/articolo/nuovo-intervento-osteopatico-in-pazienti-sottoposte-amastectomia.aspx
Frecciarosa al sud! – La quinta edizione di Frecciarosa ha portato la prevenzione al sud
Oltre a tutte le Regioni del nord abbiamo viaggiato sui treni intercity di Trenitalia per portare prevenzione in Sicilia, Calabria e Puglia. Un risultato straordinario. Accolti da una popolazione calorosa e da enti locali interessatissimi al nostro progetto. Moltissime le visite e consulenze effettuate sui treni con percorrenze da Palermo a Catania a Messina a Siracusa a Reggio Calabria a Bari……fermandoci anche in tanti piccoli centri ricchi di fascino e di storia. Un viaggio entusiasmante nel quale IncontraDonna sostenuta da Trenitalia, BioNike ed Elior è riuscita a portare la prevenzione ai viaggiatori! Una formula vincente per la prevenzione e la promozione della salute del seno. Ma anche di tutta la famiglia con tante consulenze a donne, uomini e tanti giovani per la vaccinazione per il Papilloma Virus.
Ad ottobre sali sul Frecciarosa!!!
{gallery}galleria/freccia-sud{/gallery}