| Lettera da un'amica |
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Roma, 28 maggio 2010
Oggi è finita la "scuola". Ci siamo date appuntamento al prossimo anno. Era iniziata il 30 ottobre dello scorso anno e da allora quante volte ci siamo incontrate, con i look più svariati (chi con la bandana, chi con la parrucca, chi fiera della sua rinnovata chioma..), con il freddo, la neve, la pioggia che quest'anno di certo non è mancata. Tra di noi sono nate nuove amicizie ("Tu.. da quanto?", "Anche tu hai le protesi?", "Non hai fatto la chemio?"… e infine, per fortuna, "Dove abiti?", " Dove lavori?"). Il cancro è molto democratico, non guarda il censo per colpire. E così ci siamo trovate, sedute sui banchi come brave scolarette, ad ascoltare tanti camici bianchi che ci hanno insegnato tanto, ci hanno fatto capire molte cose del nostro percorso che è stato diverso uno dall’altro, perché ognuna di noi ha il “suo” cancro come ognuna di noi ha la sua storia. Alcuni dei docenti li conoscevamo già, ma incontrarli in un ambulatorio in preda all’ansia per l’esito di un controllo è ben diverso che poter avere da loro chiarimenti su dubbi, risposte su quesiti che solo nel clima sereno creatosi nell’aula è stato facile porre. Di alcune branche specialistiche ne abbiamo scoperto l’importanza, per noi. Gli argomenti trattati sono stati i più vari ma sempre assolutamente pertinenti: si è spaziato dalla chirurgia oncologica alla chirurgia ricostruttiva, dalla ginecologia alla medicina nucleare, dall’oncologia alla psiconcologia, dalla cardiologia alla medicina dello sport, dalla radioterapia alla farmacologia, dalla radiologia ai test genetici , dal cosa preferire nell’alimentazione al come truccarsi per non lasciarsi andare … E’ impossibile riferire tutto quello che ci è stato proposto. Ma sono cose che non dimenticheremo perché ci riguardano molto, molto da vicino. E quante sollecitazioni a saperne di più … Talvolta siamo state noi discenti a dare un taglio alla lezione con le nostre domande e curiosità. In particolare, ricordo con piacere l’incontro con la anatomopatologa che ci ha permesso di ricavare la chiave di lettura della carta di identità del nostro tumore, con tutte quelle sigle apparentemente astruse del referto istologico che ci accompagnerà a vita. Anche in quella occasione si è avvertito il diverso impatto emotivo che ognuna di noi ha di fronte alla malattia. Tra di noi alcune vogliono solo essere rassicurate, altre vogliono imparare, capire lo stato di avanzamento della ricerca e conoscere appieno i rischi che hanno da affrontare, lasciando ad altri canali informativi contenuti meno adatti ad aule universitarie. Forse anche noi abbiamo dato qualcosa ai professori che si sono alternati sulla cattedra. Sicuramente la solidarietà e l’affetto che si "respira" nel gruppo arricchiscono tutti, anche i pochi mariti o compagni che talvolta si affacciano nella nostra "scuola". Arrivederci al prossimo anno scolastico!
un'amica di Incontra Donna |



