PILLOLE ROSA

 la rubrica curata per voi dalla prof. ssa Bonifacino

Bettina Borisch
Professore di Anatomia Patologica presso l’Institute of Social and Preventive Medicine of the University of Geneva (Svizzera)

Da una libera traduzione della Prof.ssa Adriana Bonifacino: dalla parte delle DONNE

La Prof. Borisch descrive il fondamentale ruolo del patologo nella diagnosi del tumore del seno, soffermandosi sul fatto che il referto che la donna riceve (o l’uomo perché sappiamo che in una bassa percentuale di casi anche l’uomo può essere colpito da questo tumore, circa l’1-2%) è la chiave di lettura per capire quale deve essere il trattamento più adatto e personalizzato da adottare da parte dell’oncologo. Le Linee Guida Europee (European Guidelines for Quality Assurance in Breast Cancer Screening and Diagnosis) prevedono degli indicatori di qualità e parametri che devono essere necessariamente inclusi nel referto istologico di questo tumore. Ed è di fondamentale importanza che le donne abbiano libero accesso al proprio referto istologico e lo possano discutere con l’oncologo o comunque il clinico di riferimento.
Ci sono oltre 40 sottotipi di tumore e molti altri sono anche in via di identificazione, grazie anche alla possibilità di effettuare dei test specifici per la genetica del tumore, al fine di comprendere quali potranno essere le terapie alle quali si risponde con maggiore probabilità. Le donne dovranno sempre più sviluppare una coscienza in termini di responsabilizzazione e verificare con l’oncologo che tutti i fattori prognostici (la carta d’identità del tumore) siano presenti nel referto e chiedere spiegazioni riguardo la malattia avuta e tutte le possibilità di cura. Le informazioni ricevute devono essere semplici, chiare e complete, e “non si dovrebbero accettare terapie – afferma la Borisch – senza una chiara diagnosi di anatomia patologica, e senza le informazioni predittive e prognostiche che il referto contiene”.
E’ importante sapere che le donne hanno diritto di poter richiedere i vetrini del proprio esame istologico al fine di chiedere una seconda opinione (second opinion); e che i vetrini sono conservati per moltissimi anni e potranno essere riesaminati nel tempo alla luce anche di nuove scoperte e nuovi trattamenti.
Cosa dicono le Linee Guida Europee in merito al referto istologico? Cosa deve contenere?
• Tipo di tumore ( duttale, lobulare, ecc, il grado)
• Invasivo, non invasivo, misto……
• Dimensioni del tumore
• Grado di invasività
• Stato dei linfonodi (coinvolgimento linfatico)
• Coinvolgimento vascolare
• Resezione dei margini (coinvolgimento o meno dei margini; distanza in mm dai margini)
• Recettori Ormonali (stato dei recettori per l’Estrogeno e per il Progesterone)
• Indice di proliferazione (moltiplicazione cellulare espressa in %)
• Stato del HER2 (c-erb)

TAKE HOME MESSAGES
Le pazienti devono avere libero accesso al referto e alla possibilità di avere in visione i vetrini del tessuto tumorale
Il referto deve contenere tutte le informazioni e caratteristiche che le Linee Guida Europee prevedono
Il tessuto che è stato inviato al laboratorio potrà un domani essere sempre rivalutato alla luce di nuovi trattamenti
Un diagnosi chiara è necessaria ai fini del miglior trattamento da poter effettuare e per ottenere anche informazioni per la prognosi
Commento di Adriana Bonifacino: “Se la donna si predispone a comprendere questo tipo di messaggio ne avrà sicuramente dei vantaggi; anche le informazioni più complesse possono essere tradotte in messaggi semplici o quanto meno comprensibili. Questo atteggiamento di propensione alla comprensione crea una maggiore collaborazione medico/paziente, instaurando un rapporto di fiducia. La donna deve essere al centro della cura.”

Creato: Sabato, 14 Giugno 2014 14:45
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