| Adozione di minori |
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Prendere la decisione di adottare un bambino è molto difficile. Il cammino verso l'Adozione non è chiaro e limpido, soprattutto quando ci si arriva dopo aver sofferto molto, ancor prima di prendere in considerazione questa strada; ma accettare l'Adozione in questi casi è un meraviglioso sintomo di rinascita e, a mio avviso, di coraggio e di un forte istinto vitale. Ammiro sempre le potenziali coppie adottive, perché arrivare ad una decisione così grande in due è già di per sé una vittoria. Significa che nella coppia vige armonia, unione e complicità. L'idea di inserire un tema come l'Adozione all'interno di una Onlus, che si occupa principalmente di donne operate al seno, nasce esclusivamente dall’esigenza di far chiarezza sui requisiti richiesti dalle Autorità Competenti agli adottanti, quando si sia in presenza di una situazione di pregressa malattia, come quella del carcinoma mammario. Attualmente assisto una coppia che è uscita da una storia di carcinoma mammario. Il percorso intrapreso dalla moglie è stato duro e faticoso: è cominciato con l’intervento ed è poi proseguito con la chemioterapia, che le ha precluso la possibilità di avere dei figli naturali. Al termine di questa difficile esperienza, la coppia ha deciso di iniziare il percorso dell'adozione e si è rivolta agli "addetti ai lavori". Si è però ritrovava smarrita, confusa e molto demoralizzata. Di fatto, in questi incontri riceveva scarse informazioni, ma soprattutto si scontrava con un atteggiamento di totale chiusura e di contrarietà. Tali operatori, infatti, la scoraggiavano ad intraprendere l'adozione, proprio a motivo della pregressa storia di malattia che la riguardava. Fortunatamente questa prima, traumatica, esperienza con il mondo dell’Adozione non li ha fatti arrendere! La normativa che regolamenta l'Adozione di minorenni, L. 184/83 e successive modifiche, all'art. 6 stabilisce specifici requisiti che i potenziali adottanti devono avere per poter adottare. Tali requisiti sono oggettivi e standardizzati, ma la normativa prescrive altresì una valutazione soggettiva della coppia ad opera di specifici operatori sociali. Le indagini che questi ultimi sono chiamati a svolgere sono molto delicate in quanto mirano a "scavare" fino in fondo nella sfera più intima e privata di ogni individuo. Esse, infatti, sono volte a sondare lo status psicologico, la situazione economica, le condizioni di salute, lo stato e la situazione socio-ambientali, le inclinazioni religiose, umane di un individuo e la qualità dei rapporti della coppia con gli altri componenti della famiglia. La scrupolosità di questi accertamenti pone gli aspiranti genitori adottivi in uno stato di ansia e preoccupazione perché si sentono esaminati, defraudati della loro privacy di coppia e di individuo e talvolta possono arrivare a sentirsi inadeguati. Si deve oltretutto tener presente è che la decisione del Tribunale non è determinata da un freddo calcolo dei requisiti e da una distaccata analisi dei documenti, ma piuttosto dallo studio approfondito del corredo di informazioni, elementi e caratteristiche che raccontano la coppia nella sua soggettività, ovvero unicità. E' così che è stata concepita la normativa, non esiste pertanto l’impossibilità a priori ad adottare per la coppia che assisto, e per situazioni analoghe a quelle dei miei clienti. Un'Adozione riuscita deve poggiare proprio su queste basi, e non solo. Ciò che, infatti, tengo a spiegare sempre e preliminarmente alle coppie è che la normativa che disciplina l'Adozione di minorenni è finalizzata al supremo obiettivo che è quello che il minore abbia una famiglia. Preventivamente e lungo tutto il suo cammino, la coppia deve comprendere la situazione del minore a fondo e desiderare la felicità di un bambino indifeso, che ha sofferto enormemente fin dalla nascita ed è ancora inerme di fronte al mondo.
Avv. Valeria Gerace |
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